Scuola, lezioni a distanza ai tempi del coronavirus (Ansa)
Scuola, lezioni a distanza ai tempi del coronavirus (Ansa)

Firenze, 19 aprile 2020 - Rimettere al centro la scuola e pianificare un rientro tra i banchi, per offrire quelle necessarie garanzie alle famiglie, stremate tra smart working e homeschooling. Sono migliaia le firme che stanno arrivando, sulla piattaforma avaaz.org, alla lettera indirizzata alla ministra Azzolina da parte di alcuni genitori fiorentini.

Ieri pomeriggio erano già 15mila le sottoscrizioni. I promotori della "lettera ad una professoressa" chiedono che il "diritto all’istruzione diventi obiettivo primario della ripartenza". Nello specifico, si auspica "la ripresa delle attività scolastiche in presenza almeno a settembre; e anche prima per i più piccoli". Se il mondo produttivo riparte, bisogna domandarsi come i genitori possano conciliare il lavoro con l’assistenza ai figli minori. Se i nonni vanno protetti, il "costo di una babysitter per tutto il giorno sarebbe per i più insostenibile".

Altri Paesi hanno già programmato la graduale riapertura delle scuole, l’Italia no. La tecnologia consente la didattica a distanza, ma non è tutto oro quel che luccica. "Questo modo di far lezione approfondisce le distanze sociali, economiche e culturali", scrivono i genitori. Non tutti hanno buone connessioni internet e non tutti gli insegnanti sono in grado di utilizzare al meglio le moderne piattaforme. L’insegnamento a distanza deve restare "una soluzione di pura emergenza". 

Che fare, dunque? "Dalla fase 2 bisogna riaprire i servizi educativi facoltativi alla prima infanzia, nidi e materne, e le scuole primarie, eventualmente con gradualità nonché, se la situazione epidemiologica lo consentisse, prevedere la conclusione dell’anno scolastico in aula anche per le classi che concludono un ciclo". "Condividiamo in pieno - afferma l’assessore Sara Funaro -. Ci scrivono tante mamme preoccupate. Il tema della scuola è centrale perché riguarda la formazione e l’educazione dei nostri ragazzi, le famiglie e, dunque, tantissimi lavoratori. Solo a Firenze tra nidi, scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado abbiamo 38mila alunni, senza contare le superiori". Sostiene l’appello anche la vicesindaca Cristina Giachi, che come presidente commissione istruzione Anci ha chiesto al ministro che nella task force sull’emergenza Coronavirus siano presenti anche i Comuni. "Occorre riflettere su cosa avverrà nelle nostre comunità civiche con il rientro dei genitori al lavoro e le scuole ancora chiuse", spiega. "Con il lavoro ripartano anche scuole e centri estivi, altrimenti come faranno i genitori?", si chiede Gabriele Toccafondi, deputato di Italia Viva.
 

Elettra Gullè
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