Firenze, 28 novembre 2020 - "Ho avuto la fortuna di provare sotto l’occhio di Placido Domingo che ha debuttato prima di noi al Maggio con Nabucco. E’ stato un onore avere indicazioni e consigli sul recitativo e dal più grande tenore di tutti i tempi. Un’esperienza irripetibile, di cui ho voluto la registrazione. Domingo mi ha dato la chiave per poter interpretare al meglio Otello e continuo a emozionarmi: non potrò dimenticarlo". Fabio Sartori, tenore conteso dai palcoscenici del mondo – finchè erano accessibili – è noto per le interpretazioni di ruoli...

Firenze, 28 novembre 2020 - "Ho avuto la fortuna di provare sotto l’occhio di Placido Domingo che ha debuttato prima di noi al Maggio con Nabucco. E’ stato un onore avere indicazioni e consigli sul recitativo e dal più grande tenore di tutti i tempi. Un’esperienza irripetibile, di cui ho voluto la registrazione. Domingo mi ha dato la chiave per poter interpretare al meglio Otello e continuo a emozionarmi: non potrò dimenticarlo". Fabio Sartori, tenore conteso dai palcoscenici del mondo – finchè erano accessibili – è noto per le interpretazioni di ruoli italiani di autori come Verdi, Puccini e tutto quel che è definito Verismo. Sarà il protagonista di "Otello" opera di Verdi in scena il 30 novembre dal Teatro del Maggio Fiorentino che sarà trasmessa da Rai Cultura su Rai5 nella stessa data, alle 21.15. Sul podio il Maestro Zubin Mehta, la regia di Valerio Binasco.

Sartori perchè ha dedicato questo Otello a Mario del Monaco?

"Ci sono vari motivi. Uno è perchè Del Monaco era fiorentino e poi si trasferì vicino a Treviso, la mia città e io sentivo i vocalizzi dal suo parco. Poi perchè credo sia stato il miglior Otello: è un omaggio a lui e a Firenze che mi ospita".

Il suo Otello cos’ha di diverso dagli altri?

"E’ un Otello bianco, e non dipinto in faccia. Il colore ha più senso perchè è il vivere introspettivo che conta. E anche perchè portiamo in scena un Otello in abiti moderni ma con riferimenti storici".

E che uomo rappresenta?

"Uno che non mi somiglia affatto. Un uomo devastato dall’ossessione per una donna, Desdemona, con la lucidità folle di un pensiero fisso di gelosia irrazionale, che mi fa pensare a quelli che mettono in atto femminicidi. È aggressivo, pazzo, ma anche eroico e fragile ".

Come ha affrontato un ruolo così pieno di sfumature?

"Studiando e facendo un lavoro anche introspettivo: spero di aver trovato il modo giusto di proporlo come densità e impeto, dei quali non si deve abusare. Così come sulle mezzevoci e sulle intenzioni: perchè quel che voglio è proporre il mio Otello riconoscibile in mezzo a tanti altri, che ci sono stati e ci saranno. Sono contrario ad obbedire a modelli già rodati e visti: dopo 5 mesi spero di averlo messo in corda".

Un Otello lirico.

"Grazie alla grandezza del Maestro Zubin Mehta abbiamo trovato colori bellissimi nello spartito, cantato come è scritto, coi suoi piani e i suoi colori, cosa molto importante. Otello è un ruolo che spaventa, diciamo la verità".

Sartori, il teatro, la pandemia.

"E’ triste non potersi guardare in faccia, spesso neppure tra sul palcoscenico. E recitare in un teatro vuoto, senza pubblico, senza sentirne il calore ma solo immaginarlo, è terribile. Poltrone per fantasmi, noi e l’orchestra: con la televisione ci educheremo ad accettare anche questa immagine, riflessa dalla severità di uno schermo".