
Le condizioni di abbandono in cui vessa l’ex ospedale di Sant’Antonino
Si allontana l’avvio del recupero dell’immobile dell’ex Sant’Antonino di Fiesole, un tempo ospedale caro a tante mamme con l’avanguardistico parto in acqua e che, dopo alterne vicende, è stato completamente dismesso nel 1996. Purtroppo neppure la vendita perfezionata con asta pubblica dell’Asl ha infatti sbloccato la situazione e a due anni dal passaggio di proprietà il complesso di via Vecchia Fiesolana è ancora sinonimo di degrado e abbandono. Dell’annunciato progetto di realizzare 50 camere e 5 appartamenti con una Rsa di alto livello infatti non c’è traccia. Fermo anche il distretto socio sanitario pubblico del pian terreno.
A bloccare lavori mai iniziati, come è risaputo c’è infatti un ricorso al Presidente dello Stato presentato dall’acquirente: la società Ditta AD Green House dell ‘immobiliarista Andrea Duranti, noto per aver venduto il terreno per il viola park a Comisso. All’indomani dell’asta ci sono stati incontri con il Comune e scambi di informazioni.
A marzo però è partita la contestazione sui 500 metri quadrati da restituire al Comune , che qui ha sempre dichiarato di voler riportare i servizi del distretto sanitario oggi a Camerata; richiesta che l’acquirente ritiene "illegittima e sproporzionata" così come la realizzazione di nuovi parcheggi.
A fare il punto sulla situazione è la sindaca Scaletti, che ha risposto ad una interrogazione del consigliere del gruppo di opposizione Cittadini per Fiesole, David Tanganelli, preoccupato per il silenzio che avvolge la vicenda. "E’ chiaro che l’insorgere del contenzioso ha determinato la stasi dell’attuazione del progetto, stasi che – ha detto la sindaca – è destinata a protrarsi fino alla pronuncia del capo dello Stato. Rilevato che la durata media di un ricorso amministrativo è due anni e sei mesi, si stima che la conclusione ci sarà solo nel 2027". Stallo e inerzia che avrebbero messo difficoltà l’amministrazione, con danni economici e di immagine. Ma che portano anche ad una considerazione politica. "Sebbene con il senno di poi, mi domando perché, visto che il Comune era già uscito dal piano di riequilibrio dei deibiti, non si è provato ad acquistare il Sant’Antonino? Tre anni di attesa sono lunghi. Ribadisco comunque – conclude Scaletti – che la cessione dei 500metri quadri non è in discussione e che anche noi la rivendichiamo".
Daniela Giovannetti