L'assessore regionale Stefania Saccardi
L'assessore regionale Stefania Saccardi

Firenze, 27 maggio 2020 - Può accadere che un dirigente di vertice di un’amministrazione pubblica selezioni un manager di una fondazione partecipata dalla stessa amministrazione e che, una volta nominato appunto come direttore generale, lo stesso assuma il dirigente che lo aveva selezionato? Sì, può avvenire.

Il caso riguarda la Regione Toscana e nella fattispecie una dirigente dell’assessorato Sanità che, entrata anche a far parte della commissione regionale selezionatrice dei manager delle tre Asl e della Fondazione Monasterio (Regione e Cnr), dal primo giugno è stata nominata direttrice amministrativa della Monasterio appunto. Chi l’ha chiamata a far parte del team di vertice della Fondazione, punto di eccellenza del Sistema regionale toscano? Il neo direttore generale della stessa, nominato dal Presidente della Toscana Enrico Rossi secondo delibera regionale ad hoc, candidato che lei aveva selezionato.

Per Rossi nessuna anomalia e illegittimità: «Come le altre circostanze analoghe - dicono dalla Regione- anche la dirigente in questione è stata scelta dalla Monasterio solo per sue competenze amministrative». L’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi specifica attraverso i suoi uffici: «La commissione era composta da 3 membri (uno designato dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, uno designato dalla Scuola S.Anna di Pisa e appunto il dirigente del settore regionale competente). Tale procedura istruttoria svolta dalla commissione non risulta caratterizzata da profili concorsuali e dall'esercizio di poteri discrezionali ma è finalizzata, esclusivamente, a trasmettere al Presidente della giunta la rosa dei candidati». Nel caso è stata trasmessa a Rossi «una rosa composta da 4 nominativi e il Presidente ha nominato il direttore generale della Fondazione».

E ancora: sono «indubbi la competenza e il valore professionale della dirigente», il cui contratto a termine scadeva in Regione nel settembre 2020. Non torna assolutamente la vicenda al capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Paolo Marcheschi: ha chiesto di vederci più chiaro ed ha coinvolto con un esposto l'Autorità anticorruzione e la Corte dei Conti: «Chiedo chiarezza, di accertare che almeno le minime regole di imparzialità e conflitto di interessi non siano state violate». E prosegue nella sua 'arringa' contro la "gestione di potere" di Rossi: "Sono venuto a conoscenza di un nuovo caso 'anomalo' di nomina nella Sanità toscana. Dopo le tante interrogazioni ed atti ispettivi inutili, ho deciso di presentare un esposto all'Anticorruzione e alla Corte dei Conti per fare chiarezza sulle modalità di questo sistema. Il caso da me segnalato palesa un metodo utilizzato da questa Sinistra toscana nelle nomine, soprattutto nella sanità, a discapito della trasparenza e del buon andamento della pubblica amministrazione" dichiara Marcheschi. In particolare nell'esposto Marcheschi, dettagliati atti alla mano, punta il dito sulla composizione della commissione selezionatrice che "anziché essere composta, come prevede la normativa nazionale, da soli esperti di qualificate istituzioni scientifiche indipendenti e di comprovata professionalità e competenza nelle materie oggetto degli incarichi, prevede la nomina anche di un dirigente regionale, oggi a chiamata diretta del Presidente, il che fa pensare sull'imparzialità e l'oggettività nella selezione della stessa commissione e vanifica, a mio avviso, lo spirito della legge nazionale, dlgs 171/2016, perché vede la presenza di un soggetto espressione diretta dell'organo politico che tende ad instaurare meccanismi di condizionamento". Da questa commissione è venuto fuori il nome del direttore generale della Fondazione (nominato da Rossi nel febbraio 2020). Lui stesso (il 6 maggio 2020) alla guida della Fondazione nomina come direttrice amministratriva la dirigente della sanità toscana che entrerà in servizio il 1 giugno salutando gli uffici dell'assessorato alla Sanità in particolare e l'amministrazione della Regione Toscana.