Ripensare Firenze: "Rimettere al centro lo sviluppo ’sano’ e non la rendita"

Grido d’allarme ma anche proposte di Cgil e Legacoop Toscana "Nuove politiche abitative dal basso per far tornare i fiorentini". In prima fila i candidati Funaro, Del Re, Palagi ma anche Bassilichi.

Ripensare Firenze: "Rimettere al centro lo sviluppo ’sano’ e non la rendita"
Ripensare Firenze: "Rimettere al centro lo sviluppo ’sano’ e non la rendita"

I saperi se ne vanno da una Firenze sempre più legata alla rendita e sempre meno al lavoro. Un grido d’allarme in piena regola quello lanciato, ieri pomeriggio al circolo Sms di Rifredi, da Cgil Firenze e Legacoop Toscana durante il convegno dal titolo e filo conduttore "Ripensare Firenze". Obiettivo dell’iniziativa, moderata dalla giornalista de "La Nazione" Lisa Ciardi, quello di tracciare un quadro dell’attuale situazione del capoluogo, stretto fra turismo di massa e servizi che si allontanano verso i Comuni dell’hinterland, ma soprattutto presentare una serie di proposte, anche attraverso esperienze concrete provenienti dal mondo cooperative, a chi amministra o, dal prossimo giugno, si troverà ad amministrare la città. L’appello degli organizzatori al mondo delle istituzioni e della politica sembra essere stato raccolto: fra le tante persone in sala c’erano anche Sara Funaro candidata Pd, Dmitrij Palagi espressione invece della sinistra per le amministrative fiorentine, Cecilia Del Re, l’assessore regionale Serena Spinelli, il consigliere regionale Andrea Vannucci, gli assessori ‘fiorentini’ Cosimo Guccione e Giovanni Bettarini insieme al presidente della Camera di Commercio Leonardo Bassilichi. Una ‘rappresentanza’ nutrita cui si sono rivolti il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini e il segretario generale di Cgil Firenze che hanno elencato le priorità e proposte per arrivare a una inversione di tendenza: "Per mantenere una crescita equilibrata e sostenibile della città di Firenze e dei comuni limitrofi – ha spiegato Negrini - è necessario ripensare una politica che migliori la qualità dello sviluppo economico e sociale, partendo prima di tutto dal lavoro. Per contrastare il lavoro povero chiediamo ormai da tempo che le tariffe degli appalti siano adeguate in maniera automatica all’aumento del costo del lavoro, la fine delle gare d’appalto al massimo ribasso e risorse per garantire i rinnovi contrattuali".

La necessità emersa, poi, è quella che il capoluogo inizi ad operare in un’ottica ‘metropolitana’ allargando lo sguardo e le politiche ai Comuni limitrofi nei quali, fra l’altro, si sono spostate molte delle funzioni che, nel corso degli ultimi anni, si sono progressivamente allontanate dal centro di Firenze svuotandolo di servizi: "La città legata sempre di più alla rendita – ha sottolineato così Marasco – ha portato alla crescita del lavoro debole e l’aumento del costo dell’abitare ha portato all’espulsione delle persone dalla città, impoverendo di saperi il tessuto sociale. Chi lavora o studia a Firenze non ci può vivere e senza i saperi, siano essi di lavoratori o studenti, la città è più seduta e meno equa. Dobbiamo rimettere al centro Firenze città del lavoro e non della rendita, vogliamo una città vivibile per chi ci lavora e un lavoro giusto per poterci vivere. Auspichiamo che questi mesi di campagna elettorale, in vista delle elezioni comunali, siano l’occasione per discutere di progetti e visioni che guardino alle nostre proposte". Proposte che, per quanto riguarda l’ambito ‘abitativo’, vanno dalla regolamentazione e contenimento del fenomeno degli airbnb anche oltre l’area Unesco alla promozione di esperienze di cooperative di abitanti e studentati cooperativi, dal recupero di immobili per edilizia pubblica e sociale alla creazione di servizi di prossimità e servizi di welfare culturale.

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