REGGIO ABRUZZONE
REGGIO ABRUZZONE

Firenze, 2 luglio 2016 - UN COMPORTAMENTO allucinato e contraddittorio, apparentemente inspiegabile ai più. Mirco Alessi ammazza il transessuale brasiliano con cui ha una relazione e che – lui dice – lo ricatta, gli chiede sempre più soldi non tanto per il crescendo delle prestazioni, quanto piuttosto per non rivelare i gusti sessuali e il consumo sfrenato di coca di Mirco, alias ‘Luca’. Anche se il 42enne pellettiere non si perita a comparire su un profilo Fb come impiegato di sexyshop, lavoro come altri, meno per lui, a rischio di non vedere più il figlio a causa del suo ‘stile’ di vita.

Dottoressa Roberta Bruzzone, criminologa e psicologa forense: che profilo sintetico traccia di questo assassino?

«E’ un omicidio relazionale e mentre il mass murder si uccide o fa in modo di essere ucciso, lui si consegna. Ha un tratto fortemente narcisistico, non fa niente per coprire il delitto, anzi lo sbandiera: per mantenere il controllo. E’ come se dicesse mi sono consegnato io, non siete voi ad avermi preso».

La domanda dell’uomo comune: come un 40enne pur segnato dalla separazione, ma senza precedenti, buona condizione economica, un figlio piccolo, può ammazzare così? E poi: ci sono spazi per la seminfermità mentale?

«Non direi. Non è uno che non sapeva. Non è uno psicotico. Le modalità e la tempistica dei fatti non sono compatibili con quelle di un soggetto che ha perso il controllo, tutt’altro. E’ uno determinato, anzi pre-determinato a risolvere la faccenda. E’ ben consapevole».

Ma uccide una donna che non c’entra nulla...

«Nel suo intento vendicativo, ritiene di punire anche lei per sanare il torto subito. Dalla sua prospettiva, ovvio. Seleziona tre persone, le ritiene tutte responsabili».

Le presunte richieste estorsive sono movente, per così dire, plausibile.

«Non mi stupisce che alla base del gesto possa esserci un ricatto sessuale e che l’omicida, non potendo più far fronte a continue richieste di denaro, abbia deciso di chiudere a modo suo lo scandalo che gli avrebbe fatto perdere tutto. Perché aveva tutto da perdere»

Così però ha perso tutto senza rimedio.

«E’ finito in un imbuto psicologico: deve aver capito che, ripeto, non potendo più fronteggiare richieste di denaro e minacce di scandalo, avrebbe comunque perso tutto. Perso per perso ha deciso di farla pagare a tutti quelli che ritiene responsabili».

Chiariamo: per un assassino essere drogato e alterato in maniera forte non costituisce attenuante...

«Assolutamente no. Nel nostro ordinamento anzi questa circostanza è prevista come aggravante. E piuttosto pesante. L’unico spazio di manovra per una difesa è riuscire a dimostrare una dipendenza cronica. Tentare di calarvi dentro il movente»

Su Facebook Alessi ha scritto molti messaggi forti, volgari, misogini..

«Pensi se si fosse saputo che un soggetto con un forte narcisismo andava – si può dire? – con una finta donna».

giovanni spano