
Replica secca all’assessora regionale: "No ad altri rinvii per l’affidamento al privato". Stamani i sindaci a Prato a confronto con il management. Pronto un documento unitario.
La gara s’ha da fare. E senza perdere tempo. La sindaca di Firenze, Sara Funaro, risponde picche all’idea di rinviare di un anno o due la selezione del partner operativo di Publiacqua (già slittata e prevista nel 2025), al quale assegnare il 30% (e non più il 40) delle quote, oltre che all’ipotesi di rivalutare la formula della "gara a doppio oggetto". Una richiesta, quella della proroga, lanciata dall’assessora regionale all’ambiente Monia Monni e ribadita lunedì, poco dopo una nota diramata dal Pd per evidenziare, al contrario, il protagonismo dei sindaci, oltre al no alla quotazione in borsa e alla necessità di tenere insieme acqua, energia e rifiuti.
Sul tavolo, d’altronde, non c’è solo il domani del gestore idrico della Toscana Centro, ma l’assetto futuro di Alia Multiutility, la grande holding dei servizi. E il momento è delicatissimo, non solo per le fibrillazioni dei giorni scorsi (con le dimissioni del cfo della holding Demetrio Mauro da ad di Estra Energie e poi dell’amministratore delegato di Alia Multiutility, Alberto Irace, da direttore generale di Estra che hanno innervosito e non poco i sindaci a cominciare da Funaro), ma perché oggi, a Prato, proprio nella sede di Estra, si terrà l’assemblea dei soci di Alia Multiutility.
In queste settimane il dibattitto, più che su "cosa decidere" si è stato incentrato su "a chi spetta decidere", con un braccio di ferro fra Pd e sindaci, sindaci e Regione, politici e manager, compagni di partito e alleati politici, vedi la recente divergenza fra Fdi favorevole (come Forza Italia e Pd) a tenere insieme acqua, energia e rifiuti e il consigliere della Lega Alessandro Baldini che vuole l’acqua fuori dalla Multiutility. In questo continuo battibecco, la posizione di Monni, giunta proprio quando segreteria Dem e sindaci di Firenze, Prato ed Empoli avevano trovato una convergenza, ha creato più di un mal di pancia, anche all’interno del partito. E ieri, a 24 ore dall’assemblea, è arrivata la risposta di Funaro.
"L’acqua è un bene pubblico e il percorso intrapreso dall’Autorità idrica Toscana e dai sindaci valorizza la centralità del settore pubblico – ha detto -. Chiedere continuamente rinvii credo sia sbagliato e fa perdere di vista l’obiettivo che ci siamo dati: ovvero la definizione di un piano industriale per realizzare gli investimenti a sostegno della conversione ecologica nei settori rifiuti, acqua e gas, garantendo a cittadini e imprese una migliore qualità dei servizi. Le decisioni strategiche e gli indirizzi che riguardano l’acqua, ma anche i rifiuti e il gas, e la gestione dei servizi, essendo di competenza dei sindaci azionisti, comportano uno sforzo importante di responsabilità da parte di tutti noi. Per il percorso della multiutility è fondamentale secondo noi la presenza di tutti i servizi. Spetta ai soci decidere gli indirizzi sulle alleanze strategiche e di partnership nelle principali società partecipate. Ovviamente questi obiettivi sono stati condivisi anche nelle opportune sedi politiche".
Insomma, l’idea del rinvio non passa. Né piace evidentemente ai sindaci lo scenario che aprirebbe. Escludendo la gara a doppio oggetto, l’ipotesi alternativa potrebbe essere quella di una gestione in house (sempre che le modifiche normative in corso a livello nazionale lo permettano). Ma, nel frattempo, resterebbe in vigore l’attuale assetto societario, con il 40% delle quote in mano ad Acque Blu Fiorentine Spa, partner privato la cui maggioranza è detenuta dal colosso Acea. Oggi gli scenari si chiariranno meglio. I sindaci si sono sentiti e vogliono presentare all’assemblea un documento con le linee di indirizzo. Nel documento si chiede – secondo quanto si è appreso – che il management definisca il piano industriale e il conseguente piano finanziario, ovviamente alternativo alla Borsa, mettendo come richiesta fondamentale dei soci l’allargamento del territorio di riferimento della Multiutility (il riferimento è all’ingresso del Senese ancora in ballo, ndr). L’intenzione sarebbe anche quella di inserire nel documento che l’acqua resta dentro il perimetro della Partecipata. Ma su alcuni aspetti stamattina prima dell’Assemblea fissata alle 9.30 è atteso un altro minibriefing.
Insomma per i soci è il momento della verità con le richieste nette ai manager. Resterà da vedere la reazione dell’ad, Alberto Irace, che si potrebbe trovare a concretizzare un progetto diverso da quello immaginato.