Pietro Mecarozzi e Luca Boldrini
Cronaca

Mattia Giani, le squadre in campo per finire la partita maledetta. Cori, striscioni e lacrime

Alle Due Strade di Firenze si gioca la partita interrotta per il malore del giocatore, morto il giorno dopo a Careggi

Firenze, 24 aprile 2024 – Il giorno di una partita di calcio surreale, dove il pallone è davvero l’ultima cosa a cui pensare. Anche perché arriva presto, per molti troppo presto. Il giorno del recupero di Lanciotto Campi-Castelfiorentino United, che era stata interrotta al 14’ del primo tempo, minuto in cui il cronometro dell’arbitro si fermò per consentire i soccorsi a Mattia Giani, crollato a terra per un malore. Un malore poi fatale, con la morte sopraggiunta l’indomani a Careggi.

Alle 15 del 24 aprile le squadre sono tornate in campo, cambiando però terreno di gioco perché sarebbe stato davvero impensabile tornare nel rettangolo della tragedia come se nulla fosse successo. Invece è successo tutto, è cambiato il mondo per i ragazzi in campo, per le società coinvolte, per la famiglia di Giani. E allora ci si è spostati alle Due Strade, allo stadio Bozzi, in un clima di silenzio irreale rotto dal coro “Mattia sempre con noi” (frase che si legge anche su uno striscione) prima del minuto di raccoglimento che ha di nuovo avvolto nel silenzio il campo da gioco. 

"Questo dolore è un fardello che porteremo per sempre" (VIDEO)

Sugli spalti una cinquantina di persone; tanti i parenti e gli amici per quella che è più una commemorazione che un match. In effetti sono diversi i giocatori che avrebbero preferito non tornare in campo quest’oggi e nei giorni scorsi ci sono stati ben pochi allenamenti, il tempo è stato saggiamente impiegato più per fare gruppo e stare uniti in un momento di grande dolore.

Al Bozzi ci sono il medico e l’ambulanza, stavolta. In campo entrano le squadre e gli occhi vanno a cercare il numero 10: lo indossa Pieracci, che di Mattia era anche grande amico. Giocatori e dirigenti del Castelfiorentino indossano una maglia bianca, il numero dieci sulle spalle e la foto di Mattia sul petto e di nuovo quella frase che diventa un mantra: “Mattia sempre con noi”.

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