Macrì e il ruolo della Multiutility: "Toscana fragile sui servizi. La politica aiuti, basta divisioni"

Il presidente di Estra, dirigente nazionale di FdI: "Le amministrazioni decidano poi i manager gestiscono" "Spaccature su temi elettorali ma chi governa ragioni da qui a 50 anni e non pensi ai prossimi 5 mesi".

Macrì e il ruolo della Multiutility: "Toscana fragile sui servizi. La politica aiuti, basta divisioni"
Macrì e il ruolo della Multiutility: "Toscana fragile sui servizi. La politica aiuti, basta divisioni"

La scalata politica del centrodestra non sembra passare solo dalle prossime elezioni, comunali e poi regionali. I rinnovi di tante presidenze nel “sottogoverno” cittadino e toscano sono una delle occasioni più ghiotte per aggredire una sinistra sempre più litigiosa e spaesata. In questo contesto si inserisce il tema della Multiutility, dove la prospettiva della quotazione in Borsa ha creato una nuova frattura nel Pd e aperto spazi che il centrodestra sta cercando di riempire. Tanto che alcuni osservatori della politica regionale iniziano a riflettere sul fatto che, nel caso in cui il centrodestra dovesse rafforzare ulteriormente la propria posizione in Toscana, non sarebbe difficile ipotizzare che arrivi a reclamare per sè qualche ruolo di primo piano. Magari, e qui il gioco delle ipotesi continua, a favore di Francesco Macrì attuale presidente di Estra, oltre che dirigente nazionale di FdI, legato al ministro Lollobrigida e sostenitore della necessità che la Toscana si doti di un’azienda multiservizi..

Presidente Macrì, il partito dei manager conta ormai più della politica vera?

"Siamo manager di ambiti societari che sono nelle disponibilità degli azionisti di riferimento, ossia le pubbliche amministrazioni. Non possono però essere confuse le pubbliche amministrazioni con i partiti".

Tipo il segretario del Pd Emiliano Fossi che stoppa l’ingresso in Borsa della Multiutility?

"Ho grandissimo rispetto della politica, che deve discutere nelle sedi deputate, che sono anche quelle della pubblica amministrazione. Però poi l’ente pubblico deve fare scelte come azionista. Noi come manager ci atteniamo agli indirizzi strategici degli azionisti. Ma le amministrazione si devono muovere, come dice la Costituzione, nel segno della leale collaborazione. Ciò significa che le iniziative societarie che vogliono rafforzare la Toscana, devono essere viste per quello che realmente sono: operazioni al servizio della cosa pubblica e sopratutto dei toscani senza pensare ai cicli politici contingenti".

Insomma, qual è l’equilibrio fra manager e politica?

"La politica si deve riunire, discutere e decidere. Gli enti pubblici sono i nostri azionisti e nelle sedi deputate riceviamo gli input a cui abbiamo il dovere di adeguarci. Però, superata quella fase, gli aspetti gestionali e amministrativi societari devono essere affidati ai manager. Comunque mi sembra il dibattito sbagliato..."

In che senso?

"L’argomento clou per me è domandarsi se la Toscana può finalmente guardare a se stessa e strutturare al meglio una nuova economia dei servizi pubblici. Mi piacerebbe che fosse questa la questione. Mi chiedo, la politica deve continuare a dividersi su temi elettoralistici, oppure chi governa deve mettersi a pensare ai prossimi cinquant’anni e non ai prossimi cinque mesi? Quando si governa servono obiettivi di lungo periodo. Altrimenti non si risolve niente".

Secondo lei in Toscana si è pensato alla contingenza?

"Certo. Non a caso la Toscana, nell’ambito (quello societario pubblico), sconta una fragilità e una frammentarietà sui servizi, che oggi non ci mette di sicuro tra le regioni più avanzate. Al nord hanno tutti delle grandi multiutility".

Con quali vantaggi?

"Maggior efficienza e maggior capacità di fare investimenti, di dare dividendi ai Comuni e quindi ai cittadini. Infine di intervenire sulle tariffe di acqua, ambiente energia, affinché possano impattare meno su imprese e cittadini".

Possibile che il centrodestra tenti la scalata alla Multiutility come strategia politica, per arrivare dove non riesce con i voti?

"Chi fa questo ragionamento vive la Multiutility come uno strumento di potere e non di sviluppo dell’economia Toscana. La ricetta vincente è essere trasversale dal punto di vista dell’azionista. Comunque, oggi c’è la governarce e non mi sembra in discussione. Raccontare che il presidente lo farò io o Ciolini è alimentare le divisioni".

Come vede il futuro politico dei prossimi anni in Toscana?

"Non posso rispondere, devo fare il manager, non voglio mischiare i ruoli".

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