L’esemplare di lupo avvistato nelle immediate vicinanze del centro di Scarperia (Facebook)
L’esemplare di lupo avvistato nelle immediate vicinanze del centro di Scarperia (Facebook)

Scarperia (Firenze), 21 marzo 2019 - Ormai i lupi sono di casa nei boschi sull’Appennino mugellano. Gli avvistamenti si moltiplicano, i video su Youtube anche, ma mai si era trovato un lupo così vicino ai paesi e alle abitazioni, com’è accaduto a Scarperia. E il sindaco del Comune di Scarperia e San Piero Federico Ignesti lancia l’allarme: «Ora chiamo il prefetto perché la situazione sta diventando insostenibile. A questo punto è in ballo la sicurezza delle persone, e occorre intervenire».

Lo dicono da tempo gli allevatori: quelli di pecore, salvo alcuni grossi allevamenti, hanno gettato la spugna: che senso ha avere qualche agnellino e pecora per poi farseli divorare dai lupi? E periodicamente anche gli allevatori di bovini subiscono perdite: più volte a esempio ad Adriano Borgioli, allevatore ‘bio’ di bovini di razza Limousine, che ha la propria azienda a Valdastra, nella piana tra Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve, ha denunciato la presenza di lupi, che gli hanno sbranato vitellini appena nati. Ignesti è anche assessore all’agricoltura dell’Unione dei Comuni del Mugello, e le preoccupazioni e la rabbia degli allevatori li conosce bene: «Di riunioni e convegni sui problemi dati dalla presenza del lupo se ne sono fatti molto. E tutti son consapevoli dei gravi danni alla zootecnia locale, danni peraltro solo parzialmente calcolabili e indennizzabili, perché al di là dei capi sbranati, ci sono anche danni collaterali, aborti, perdita di produzione del latte. La Regione ha chiesto al Ministero di cambiare le quote di prelievo del lupo, gli enti locali hanno sostenuto questa richiesta. Ma in concreto niente è stato fatto, e a certi livelli vi è la tendenza a minimizzare e sottovalutare».

Invece, dicono allevatori e amministratori locali mugellani, la situazione è grave: «Un tempo erano considerati razza in estinzione. Ora non lo sono di certo, visto che si contano oltre cento branchi in Toscana, con ottocento lupi, per non contare la presenza degli ibridi. E questo animale si sta avvicinando sempre più alle zone antropizzate. Forse per i cambiamenti climatici, o forse per seguire le loro prede, visto che anche caprioli e cinghiali sono sempre più vicini ai centri abitati. Una situazione nuova, e preoccupante – conclude Ignesti – che va affrontata seriamente e concretamente».

Paolo Guidotti