Liliana Segre
Liliana Segre

Firenze, 1 ottobre 2020 - Il ministero dell'Istruzione ha disposto accertamenti sul rientro a scuola della professoressa che, a Firenze, fu sollevata dall'insegnamento dopo alcune frasi dette su Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti e oggi testimone tra la gente di quanto avvenne durante l'Olocausto. La professoressa insegna alla scuola media "Mazzanti" di Firenze.

Lo scorso inverno definì in classe davanti agli studenti la senatrice a vita Liliana Segre "un personaggio in cerca di pubblciità". E' stata La Nazione ad anticipare il ritorno a scuola della professoressa su disposizione dell'Ufficio scolastico. E adesso il Miur vuole vederci chiaro, disponendo appunto delle indagini interne per capire le modalità di ri-ammissione a scuola. 

"Anche mio nonno è stato in un campo di concentramento - avrebbe proseguito la docente, sempre stando alle testimonianze dei ragazzi, - ma non è certo andato in giro a dirlo a tutti", avrebbe anche detto la professoressa. Esplosa la notizia, ai primi di febbraio la docente si mise in ferie e venne chiamata una supplente. Nel frattempo, l’Usp avviò l’iter per decidere "se e quale tipo di sanzione" comminare alla docente. Restano ora da capire i motivi del reintegro. 

"Disse 'Liliana Segre voleva farsi pubblicità con il Giorno della memoria'. Per questa frase vergognosa la docente era stata sospesa. Perché è stata reintegrata come se nulla fosse? Aspettiamo valide motivazioni", scrive su Twitter il sindaco di Firenze Dario Nardella. 

"Il reintegro di un'insegnante che denigra Liliana Segre è per noi un fatto incompatibile con la missione educativa della scuola: è come dire per insegnare non serve alcun requisito oltre a quello tecnico, ma la scuola è
educazione e non solo nozioni". Lo dichiara Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura alla Camera, a proposito della vicenda