Luca Lotti
Luca Lotti

Firenze, 2 dicembre 2020 - Dall’«odio» su Facebook, alla beneficenza. Il trait d’union tra due mondi apparentemente distanti si chiama Luca Lotti: l’ex ministro dello sport, nato a Samminiatello 38 anni fa e fiorentino d’adozione, ha devoluto all’abbazia di San Miniato al Monte i soldi "vinti" in un processo per diffamazione.

In corrispondenza del pagamento del simbolico risarcimento in favore della basilica del suo amico padre Bernardo Gianni, Lotti, assistito dall’avvocato Federico Bagattini, ha ritirato la querela per diffamazione nei confronti di tre utenti social che avevano pesantamente commentato, nel 2017, notizie in merito all’inchiesta Consip, oltrepassando abbondantemente la libertà di opinione e di critica, debordando in offese.

Ieri mattina, il giudice Calamandrei ha preso atto del bonifico da tremila euro effettuato dai tre imputati (una 31enne della provincia di Lecce, un 72enne di Trento e un 46enne di Scandicci) e ha disposto il non luogo a procedere in virtù della remissione di querela del parlamentare del Pd, vincolata appunto dalla "buona azione".

"Non sono mai stato un grande comunicatore sui social e, soprattutto, da sottosegretario e da ministro della Repubblica ho sempre preferito che a parlare fossero gli atti, le leggi e i fatti concreti - ha commentato Lotti in un post - . Tuttavia mi sono imbattuto alcune volte, troppe a mio modo di vedere, con persone che sui social network hanno scelto di comunicare solo attraverso l’offesa personale. Invece di criticare, anche legittimamente, le mie idee, le mie azioni e le mie scelte politiche hanno denigrato la mia persona con parole pesanti, accuse infondate e offese volgari. Spesso ho lasciato correre. Poi un giorno ho capito che rimanere in silenzio era sbagliato, direi anche diseducativo per la nostra società. E allora ho scelto di dire “basta”.

I leoni da tastiera, quelli che oltrepassano una normale e civile dialettica devono essere denunciati. Non certo per denaro, per vendetta o per spirito giustizialista, ma solo per giustizia. Tutto questo - ha concluso Lotti - per dirvi che ho ottenuto l’ennesimo risarcimento da parte di tre persone che avevo querelato: la cifra, ovviamente, andrà in beneficienza come è successo nelle altre occasioni. Preferisco, per stile, non fare i nomi di coloro che dovranno pagare, né voglio riportare qui le loro squallide parole".