Le scuse dopo la querela. Vannacci scrive a Egonu: "Basta incomprensioni. La stimo come italiana"

Il generale candidato con la Lega alla campionessa: non volevo offenderla "Ne siamo fieri. Ma questo non può nascondere visivamente le sue origini".

Le scuse dopo la querela. Vannacci scrive a Egonu: "Basta incomprensioni. La stimo come italiana"

Le scuse dopo la querela. Vannacci scrive a Egonu: "Basta incomprensioni. La stimo come italiana"

Una lettera aperta del generale Roberto Vannacci alla pallavolista Paola Egonu: "La sua diversità, rispetto alle evidenti caratteristiche somatiche della maggioranza della popolazione italiana, è una ricchezza, una risorsa, una peculiarità che La distingue e Le fa onore". Non vogliono sentire parlare di "scuse", il generale e il suo legale, Massimiliano Manzo, ma la mossa del candidato della Lega alle Europee mira a ricucire lo strappo con l’atleta a seguito delle considerazioni sul colore della sua pelle contenute ne ’Il mondo al contrario’: "È evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità". Parole sfociate in una querela per diffamazione della Egonu, su cui si deve esprimere il tribunale di Lucca. Per Vannacci, il pm ha chiesto l’archiviazione, conclusione condivisa dalla difesa,, l’ultima parola spetta al giudice.

"Spero, Signora Egonu – scrive Vannacci –, di avere esplicato il senso delle mie espressioni e mi rallegrerei se in futuro, a Sua discrezione, fosse possibile un amichevole incontro tra noi che mi permetta di esprimerle a voce i miei più sinceri sentimenti di cordialità e chiederLe un autografo".

Vannacci ha poi spiegato di aver "ritenuto opportuno inviare la lettera aperta al fine di illustrare, come già fatto durante moltissime interviste, il vero significato delle parole che la riguardano e che sono contenute nel mio libro. Ecco allora la chiave di lettura originale, quella dell’autore, che spero possa cristallizzare definitivamente i miei pensieri". "Ho molto apprezzato la lettera di chiarimenti del mio assistito – aggiunge l’avvocato Manzo –. Credo che, da un’attenta lettura delle sue dichiarazioni, non trasparisse alcuna forma di denigratoria dichiarazione di superiorità di un’etnia rispetto a un‘altra. Il mio assistito, nell’esprimere alcune sue opinioni, ha voluto sottolineare alcune sue idee, ma senza mai essere offensivo". Nel frattempo, c’è un’udienza fissata in Toscana il 14 giugno: un mese per fare la pace?

Pace che non pare essere stata sancita tra Vannacci e un altro membro dell’esercito, il colonnello Gianfranco Paglia, consigliere del ministro della Difesa Guido Crosetto. Paglia, a Rete4, ha dichiarato che Vannacci con il suo libro "ha macchiato l’uniforme, e noi militari non possiamo permettercelo". Il generale ha replicato sarcastico: "Parlando in uniforme esprimeva un suo parere personale o quello dell’Istituzione a cui appartiene? Perché io, per aver scritto un libro a titolo personale nel mio tempo libero, sono stato accusato e sospeso. Ma non mi preoccupo... è un fuoco di Paglia". Il ministro si è detto infastidito dalle affermazioni di Vannacci: "Paglia è un eroe, che porta i segni del suo coraggio sul suo corpo. Lui è un discreto ufficiale, uno scrittore di successo e un futuro parlamentare: dovrebbe trattare con maggior rispetto chi ha portato onore e lustro alla nazione e all’esercito".

ste.bro.

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