La questione stadio. Commisso tiepido sul piano Padovani. Dubbi su tempi e soldi

Il patron viola: "Bene restare al Franchi ma ci sono i fondi per finire?". E il dg Barone rincara: "Non sappiamo quanto costerà il futuro affitto". Rinnovata la concessione: la prossima stagione a 600mila euro.

La questione stadio. Commisso tiepido sul piano Padovani. Dubbi su tempi e soldi
La questione stadio. Commisso tiepido sul piano Padovani. Dubbi su tempi e soldi

FIRENZE

L’operazione Franchi-Padovani non scalda Rocco Commisso. Parole tiepide, del patron viola, intervenuto ieri mattina attraverso i canali ufficiali della Fiorentina: moderata soddisfazione per le soluzioni tampone e tante domande indirizzate all’amministrazione comunale riguardo agli aspetti meno noti del restyling (che consentirà alla squadra di continuare a giocare, per un’altra stagione, nell’impianto di Campo di Marte seppur in presenza dei lavori) e dei futuri costi del Franchi ammodernato.

"Sicuramente restare al Franchi per una stagione è una buona cosa - ha detto Commisso -. Ma resta il dubbio su dove verranno trovati i soldi per chiudere il restyling e per il Padovani. Mi auguro che la Fiorentina possa giocare al Franchi nel 2026, anno del centenario".

Sul tema è intervenuto anche il dg della Fiorentina Joe Barone, sottolineando che ci sono ancora molti dubbi e problemi da risolvere: "Ci sono tanti temi ancora da capire, come l’affitto o la concessione. Oppure cosa significa 22mila posti per il Franchi. Oltre a voler capire la situazione per la stagione 2025/26: noi abbiamo da festeggiare i 100 anni della Fiorentina. La situazione Padovani poi non è abbastanza chiara".

Di nodi da sciogliere, per la Fiorentina, ce ne sono ancora molti, insomma. Sul fronte di Palazzo Vecchio non ci sono commenti alle affermazioni dei massimi dirigenti della società viola. In compenso, parlano le carte. Per la prossima stagione, l’amministrazione ha offerto il rinnovo della convenzione al prezzo di 600mila euro, importo ridotto rispetto al precedente accorto proprio in virtù della capienza ridotta dello stadio causa lavcori: la prima tranche (da 300mila euro), la Fiorentina dovrà versarla entro la fine dell’anno, la seconda da 200mila entro il 30 aprile del 2025, la terza e ultima, da 100mila euro, entro il successivo 31 luglio.

Nella convenzione, si pattuisce che la Fiorentina potrà giocare gara di campionato e Coppe in uno stadio che sarà però parzialmente inaccessibile al pubblico: 22mila la capienza massima.

Palazzo Vecchio ribadisce che i lavori di ristrutturazione dovranno iniziare entro il 31 marzo prossimo e finire entro il 31 dicembre del 2026 "al fine di rispettare i termini attualmente previsti dal decreto del ministero della Finanze del 15 luglio 2021 relativamente agli interventi ricompresi nel Piano nazionale complementare al Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, destinato a finanziare specifiche azioni che integrano e completano il Pnrr".

Il cantiere occuperà la curva Fiesole - con probabile quindi spostamento del tifo nella Ferrovia, che nel frattempo verrà restituita alla Fiorentina - e alcuni settori della tribuna e della Maratona.

Verrà spostata anche la sala Gos, sede del "cervellone" delle forze di polizia a presidio di ogni evento sportivo, che verrà posizionata lato Ferrovia anziché nel "Cristal box" situato nella tribuna esterna lato Fiesole. Quest’ultimo, tornerà in gestione della Fiorentina.

ste.bro.

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