La paura tra i ragazzi . L’odore acre nell’aria poi la crisi respiratoria: "Mi si è chiusa la gola"

Tra gli alunni c’è chi ha accusato attacchi di panico e chi ha vomitato. Nessuno è in gravi condizioni, e alle 11 i ragazzi sono stati fatti rientrare. Il racconto: "Soffro di asma, dovrò prendere dei farmaci per giorni".

La paura tra i ragazzi . L’odore acre nell’aria poi la crisi respiratoria: "Mi si è chiusa la gola"
La paura tra i ragazzi . L’odore acre nell’aria poi la crisi respiratoria: "Mi si è chiusa la gola"

di Pietro Mecarozzi

"Sono stati momenti di terrore, mi si è chiusa la gola e non riuscivo più a respirare". Claudio (nome di fantasia) è ancora scosso: ieri mattina si trovava in classe quando è scattato l’allarme nella sua scuola, l’istituto superiore Morante-Ginori Conti, in via Chiantigiana. "All’inizio non capivamo cosa stesse accadendo – spiega il 17enne –, ci hanno fatto uscire spiegandoci che qualcuno aveva spruzzato un spray al peperoncino ed era pericoloso rimanere all’interno dell’edificio".

Tra gli alunni è cominciata a serpeggiare la paura, e nel frattempo è partita la caccia ai colpevoli. "Sono state spalancate porte e finestre – continua il giovane –, e dopo circa trenta minuti siamo tornati in classe". L’allarme sembrava rientrato, ma la nube tossica e urticante ha continuato a circolare nei tre piani dell’istituto, senza lasciare scie visibili a occhio nudo ma solo un leggero odore pungente "Una volta dentro sono andato a prendere dell’acqua alla fontanella – svela ancora –, e dopo pochi istanti ho cominciato a tossire. Non riuscivo a inalare, sono asmatico e allergico al peperoncino, ed è stato come se intorno alla mia gola fosse stato stretto un cappio".

Scatta un nuovo allarme: l’evacuazione dell’istituto è stata effettuata secondo il piano di sicurezza interno, ma ci sono stati ragazzi "che hanno cominciato a correre fuori, in preda al panico", spiega. Fuori dall’istituto, tra studenti e docenti, c’è chi fatica a respirare, chi ha forte nausea e chi arriva perfino a vomitare, e chi è stato colto da attacchi di panico. Nessuno è grave: c’è soltanto un codice giallo, tutti gli altri in verde. I primi ad intervenire sono gli addetti al primo soccorso della scuola. Professori e custodi cercano di gestire la situazione. Poi arrivano i soccorsi. Ambulanze e vigili del fuoco, i ragazzi più ’gravi’ però si dirigono autonomamente agli ospedali. "È stato davvero strano – continua –, nei corridori si sentiva un odore acre, ma non ho provato quel fastidio agli occhi che uno spray al peperoncino per definizione provoca".

Claudio, vista la sua condizione, si è recato in via precauzionale al pronto soccorso dell’ospedale di Ponte a Niccheri, dal quale è stato dimesso nel pomeriggio, dopo essere stato sottoposto a esami di accertamento. "Dopo le analisi del sangue – aggiunge –, i medici mi hanno spiegato che il gas che abbiamo inalato, quasi sicuramente, non si tratta di spray al peperoncino. O meglio, non solo di quello: secondo i dottori potrebbero infatti essere stati mischiati delle sostanze urticanti confezionate in una bomboletta tossica".

L’edificio ha una videosorveglianza, ma non nei locali interni. Le prime ipotesi collocherebbero la ’fuga’ della sostanza urticante da un corridoio o dai bagni. Sono in corso gli accertamenti, e sul posto sono intervenuti anche i carabinieri. "I miei compagni sono rientrati in classe intorno alle 11 – conclude il giovane –, io invece ho dovuto fare una serie di accertamenti in quanto l’asma e l’allergia hanno aggravato l’impatto delle sostanze. Sono costretto anche a prendere dei farmaci per alcuni giorni, per non rischiarare complicazioni. Una giornata che difficilmente dimenticherò".

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