Firenze, 10 giugno 2018 - Un folle inseguimento con auto speronate. E uno scooterista di 29 anni, Duccio Dini, è  gravissimo all'ospedale di Careggi. Lui con l'inseguimento non c'entrava niente, si è trovato solo nel posto sbagliato al momento sbagliato. E' pesante il bilancio di un duello tra occupanti del campo rom di via del Poderaccio, da tempo al centro di roventi polemiche circa l'illegalità e la salute pubblica.

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Un duello feroce, con le auto che si sono rincorse fino all'epilogo più drammatico. Alla fine sono due le persone arrestate: un uomo di 65 anni e uno di 36 anni. Per loro l'accusa è di lesioni personali gravissime. Altre tre persone, che guidavano altre tre auto, sono state denunciate.

Tutto comincia intorno alle 12.20 nel parcheggio dell'Esselunga di via Canova, quando una Lancia Lybra bordeaux con a bordo un uomo di 44 anni e la moglie sperona di proposito una Opel Zafira grigia, condotta da un uomo anche lui di etnia rom. Un maresciallo dei carabinieri libero dal servizio nota la scena e prova a fermare la Lybra, che però prosegue uscendo a tutta velocità inseguendo la Zafyra

Parte a questo punto la follia dell'inseguimento tra le due auto e una terza, una Volvo in cui ci sono il padre del conducente della Lancia Lybra (e suocero del conducente della Zafyra) e un nipote 29enne. Le telecamere di sorveglianza della zona mostrano le auto correre a folle velocità, speronando mezzi e sfiorando un primo scooterista, che riesce a togliersi all'ultimo momento dalla traiettoria delle auto.

Lo scontro tra la Volvo e la Opel Zafira avviene all'incrocio con via Simone Martini: la stessa Opel vola fuori strada e si incendia, con il guidatore che riesce a uscire. La Volvo gira su sé stessa più volte fino a carambolare contro una Hiunday IX20 ed uno scooter Honda SH125, fermi al semaforo, e contro una Volvo V40 che aveva appena svoltato da via Simone Martini immettendosi in via Canova.

Lo scooterista, residente nella zona di Legnaia, in seguito all'urto viene sbalzato a metri di distanza. Chi assiste allo scontro non crede ai suoi occhi. Sono scene di guerra, con fiamme e auto distrutte. Non contento, il passeggero della Volvo scende dal mezzo brandendo una mazza da baseball contro il guidatore della Opel. Immediato l'intervento del 118 e dei carabinieri. Tutti i protagonisti del folle inseguimento vengono bloccati. In serata scatteranno appunto gli arresti.

Intanto si consuma il dramma del giovane che stava passando lì per caso e che è il più grave. Si trova all'ospedale di Careggi e i parenti vengono assistiti da degli psicologi. Ma cosa ha scatenato la lite? Sembra che alla base ci siano dissidi di tipo familiare. Le indagini da parte dei carabinieri del Reparto Operativo e della Compagnia Oltrarno vanno avanti. Fino al tardo pomeriggio la zona di via Canova viene transennata. Intervengono in supporto sulla scena dell'inseguimento e per la rimozione delle auto anche i vigili del fuoco. 

Si scatena subito la polemica anche politica. «Sono sconcertato per ciò che è accaduto oggi a Firenze: è un fatto inaccettabile», dice il sindaco Nardella. «Siamo al fianco del ragazzo nostro concittadino ferito e della sua famiglia - ha precisato il sindaco che, insieme con l'assessore Sara Funaro è andato a Careggi per essere vicino al 29enne ferito -. Mentre ringrazio le forze dell'ordine che hanno agito con straordinaria professionalità e hanno subito assicurato tempestivamente alla giustizia i responsabili, rivolgo un appello al ministro Guardasigilli perché sia assicurata la certezza della pena e chi ha sbagliato paghi fino all'ultimo giorno. Vogliamo giustizia, senza sconti».