Farmaci
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Firenze, 19 febbraio 2019 -  «Signora, questa è un’influenza, prenda gli antibiotici». Ma cinque ore dopo muore. La procura di Firenze indaga sul decesso di una donna di 80 anni, che tra sabato 9 e domenica 10 febbraio si è rivolta alla guardia medica del Quartiere 2, che ha sede a villa Torrigiani.

Quattro i dottori iscritti sul registro degli indagati per omicidio colposo. Il pm Gianni Tei ha notificato loro gli avvisi di garanzia per fare in modo che partecipassero, con i propri consulenti, all’autopsia, esame necessario per stabilire quale sia stata la causa clinica della morte della donna, che in due occasioni aveva chiamato la guardia medica, e poi, su invito di uno dei medici che avevano preso la telefonata, si era recata alla struttura di via di Camerata per essere visitata.

La prima telefonata, secondo quanto denunciato dal figlio alla polizia, è stata infatti effettuata la sera dello scorso 9 febbraio: la signora, Elda Olivieri, intorno alle 8 di sera chiede lumi al medico perché non si sente bene. Dall’altro capo del filo, il medico di guardia ipotizza che si tratti di sintomi influenzali. La nottata passa.

La mattina successiva, intorno alle 8.40, la donna chiama di nuovo, perché la febbre persiste. Il secondo medico che risponde le consiglia di prendere una tachipirina ma anche di andare a farsi visitare, se la febbre non passa. Circa un’ora dopo, la signora si presenta in via di Camerata, viene visitata da due medici e viene confermata la diagnosi: influenza. Come cura, vengono prescritti degli antibiotici.

Ma cinque ore dopo, la situazione precipita. all’improvviso. La morte arriva quando la donna è a casa, nella zona di Coverciano. Il figlio chiama le volanti della polizia e denuncia quanto è accaduto nelle ultime ore di vita della madre, «tranquillizzata» da quella visita alla guardia medica.

C’è stato un errore nella valutazione? Se fosse stata curata diversamente, la signora poteva salvarsi?

Sono le risposte che si aspettano dall’inchiesta, ancora alle fase iniziali, aperta dal sostituto procuratore Gianni Tei. Contestata anche un’ipotesi di falso.

Intanto almeno uno dei medici raggiunti dall’avviso di garanzia ha deciso di fornire la loro versione al magistrato. E’ il caso della dottoressa, assistita dall’avvocato Mario Taddeucci Sassolini, che la mattina del 10 febbraio ha invitato la signora a farsi vedere a villa Torrigiani. Non è stata però lei a visitarla perché quella mattina lavorò al telefono.