Il "Palamara-gate" non risparmia neanche Firenze. La presidente del tribunale, Marilena Rizzo, finisce sotto procedimento disciplinare per le chat in cui suggeriva soluzioni per i posti da coprire, scambiate con l’ex membro togato del Consiglio superiore della magistratura protagonista dello scandalo nel mondo della Giustizia non ancora sopito. Rizzo e Palamara appartengono alla stessa corrente, Unicost. Dallo smartphone di Palamara, indagato per corruzione a Perugia, sono state estrapolate decine di chat con magistrati di tutta Italia (e di tutte le correnti). Non tutte però...

Il "Palamara-gate" non risparmia neanche Firenze. La presidente del tribunale, Marilena Rizzo, finisce sotto procedimento disciplinare per le chat in cui suggeriva soluzioni per i posti da coprire, scambiate con l’ex membro togato del Consiglio superiore della magistratura protagonista dello scandalo nel mondo della Giustizia non ancora sopito. Rizzo e Palamara appartengono alla stessa corrente, Unicost. Dallo smartphone di Palamara, indagato per corruzione a Perugia, sono state estrapolate decine di chat con magistrati di tutta Italia (e di tutte le correnti). Non tutte però sono sfociate in una incolpazione: ogni condotta è stata preliminarmente valutata in base alle direttive firmate dal procuratore generale presso la Cassazione Giovanni Salvi. Secondo il capo d’incolpazione, la Rizzo, nei fitti colloqui via whatsapp, avrebbe violato i "doveri di correttezza, leale comportamento, equilibrio e riserbo"; espresso "assenso o dissenso", "sulle nomine, sulle conferme, sulle valutazioni di professionalità", nell’ottica di orientare per gli incarichi semidirettivi "appartenenti alla corrente o comunque magistrati a lei graditi".

Le chat. Il 17 dicembre 2017 la presidente del tribunale di Firenze scrive a Palamara per fare "il punto sulle nomine in corso per gli incarichi semidirettivi in Toscana".

"Ti rappresento che per il posto di presidente di sezione al Tribunale di Firenze partecipa la nostra Maria Cannizzaro, che peraltro partecipa anche a presidente di sezione in Corte d’Appello (il primo posto utile tra questi due va bene). Per il posto di pres. Sez. Trib. Pistoia molto valido e Giuseppe Pezzuti, su cui potrebbe convergere anche MI. Per pres.sez. Trib. Livorno concorre in nostro Dal Forno, che lavora già presso quel tribunale come giudice. Fammi sapere qualcosa".

Ma nelle chat c’è anche una bocciatura. E’ indirizzata al giudice Fernando Prodomo, all’epoca presidente di una sezione civile fiorentina. Al momento del pensionamento, Prodomo ha affidato a un blog uno sfogo che ha fatto molto rumore.

"Carissimo Luca - scrive Rizzo il 28 febbraio 2018 -, a che punto è la pratica della conferma di Prodomo? Quando decidete in commissione? A livello locale Area ha completamente mollato il collega ma mi è giunta voce che invece a livello di Csm Md (Area e Magistratura Democratica sono correnti, ndr) lo protegga. È vero? I laici come voteranno? L’abnorme lasso temporale ormai trascorso puzza tanto di inciucio. In Toscana tutti si aspettano che non venga riconfermato e una diversa decisione farebbe perdere fiducia nei confronti dell’autogoverno. Mi dici che aria tira? Grazie". Il 7 maggio, si parla del "secondo posto di presidente di sezione tribunale di Firenze (vacanza Gratteri)". "Lo deciderete voi come Consiglio? In caso positivo ti prego di tenere presente Lisa Gatto, che è già giudice del tribunale di Firenze e sta egregiamente esercitando di fatto le funzioni di presidente di sezione".