Il grande ritorno della Specola. La ripartenza dopo il restyling

Giovedì 22 febbraio la riapertura al pubblico. E al Presidente Mattarella riservata una visita in anteprima

Un museo più grande per percorsi e contenuti, con opere restaurate, altre ripulite, altre ancora recuperate e riproposte negli allestimenti. La Specola riapre al pubblico giovedì 22 febbraio, dopo la chiusura per lavori di riqualificazione e ammodernamento degli impianti nella storica sede di Palazzo Bini Torrigiani, in via Romana. E per dare il bentornato al pubblico, il Museo di Storia Naturale, uno dei più antichi e con le più importanti collezioni scientifiche a livello europeo, offrirà quattro giorni di ingresso gratuito, dal 22 al 25 febbraio. Prenotazioni online dal 12 febbraio fino a esaurimento posti. Intanto è stata concessa una preview al Presidente Sergio Mattarella, giovedì scorso in visita alla città, e che si è soffermato con interesse davanti alle teche con le cere anatomiche del ‘700, gli scheletri fossili di grandi mammiferi, i grandi cristalli di tormalina. Con oltre dieci milioni di reperti, il museo appartiene all’Università, che inserisce la riapertura di questo scrigno nel programma dedicato al centenario dell’Ateneo di piazza San Marco. Inaugurato il 21 febbraio 1775, la Specola fu istituita dal Granduca Pietro Leopoldo col titolo di "Reale Museo di fisica e storia naturale", per raccogliere nel palazzo Torrigiani di via Romana una serie di collezioni naturalistiche risalenti fino all’epoca medicea, che in parte erano state conservate fino ad allora agli Uffizi. Dal 22 febbraio i visitatori potranno ammirare due ali del museo completamente nuove, dedicate alla mineralogia e alla ceroplastica, con opere mai esposte prima, come le straordinarie cere botaniche. Ma ritroveranno anche la collezione zoologica e delle cere anatomiche. Perché ‘La Specola’ è nuova e antica insieme, una realtà quasi unica: il primo fra i musei scientifici ad aprire le porte alla cittadinanza secondo il progetto illuministico di Pietro Leopoldo, tra i pochi a poter disporre di una sede che ha di per sé un valore storico. Fin dalle prime date a ingresso gratuito, i visitatori potranno scoprire i nuovi percorsi – le cere botaniche e mineralogia – allestiti dopo l’intervento di ristrutturazione e ritrovare così la storica collezione di zoologia, che tanti ricordi di gioventù evoca nel pubblico fiorentino e non solo.

Gli altri percorsi - dalle cere anatomiche al Salone degli Scheletri, dalla Tribuna di Galileo al Torrino – saranno visitabili su appuntamento a partire dal primo marzo. Tutte le informazioni nel sito specola.sma.unifi.it .

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