Il debito pubblico secondo Cantini

Romanello Cantini, intellettuale democratico di area cattolica, è stato uno dei più colti e intelligenti pensatori italiani. Il suo ultimo libro, pubblicato da Jaca Book, racconta la genesi del debito pubblico italiano. Verrà presentato sabato alle 16 al Teatro del Popolo di Castelfiorentino.

La vita sociale e culturale in provincia, spesso, scorre noiosa, lenta e triste. Ci sono però anche belle eccezioni, basti pensare a dove sono nati i grandi artisti dell’Umanesimo e del Rinascimento, come Michelangelo a Caprese, Giotto a Vicchio di Mugello e Leonardo a Vinci. Poi alcuni meno grandi, ma comunque importanti, come il musicista Ferruccio Busoni, nato ad Empoli, o il poeta Dino Campana, a Marradi. Quello di cui voglio parlare, nacque nel comune di Gambassi Terme, nel 1937, ed è morto a Castelfiorentino nel 2022.

Romanello Cantini, questo è il suo nome, è stato uno dei più intelligenti e colti intellettuali democratici di area cattolica. Editorialista di grandi quotidiani e di importanti settimanali, come ’Tempo’ diretto da Guglielmo Zucconi, su cui scrivevano anche Pier Paolo Pasolini e il critico letterario Luigi Baldacci. Cantini si occupava di politica estera e riusciva a scrivere di geopolitica muovendosi da Castelfiorentino per andare a San Gimignano per acquistare ogni giorno Le Monde e i maggiori settimanali in lingua inglese. Cantini era a suo modo un genio, cresciuto alla scuola di Nicola Pistelli, fondatore del giornale della sinistra democristiana fiorentina, ’Politica’, di cui fu redattore e poi, con la direzione di Remo Giannelli, caporedattore. Questa rivista orientava la politica nazionale della Dc.

Cantini, figlio di una famiglia di poverissimi contadini, si laureò in Storia con uno dei guru della storiografia marxista europea, Delio Cantimori. La casa editrice Jaca Book, ha pubblicato il suo ultimo libro , dove racconta la genesi del debito pubblico italiano, che ha raggiunto il livello, il 16 ottobre 2023, di 2.859 miliardi di euro. Spaventoso.

Per politiche sbagliate e per alcune scelte obbligate dei governi che dal 1945 ad oggi hanno retto i destini dell’Italia. Basti pensare alle scelte del governo Rumor, che ampliò la platea dei pensionati dando la pensione ai coltivatori diretti, ai mezzadri, agli artigiani e ai commercianti, che fino agli anni Settanta non avevano pagato quasi nulla di contributi. Un libro che verrà presentato dal Comune di Castelfiorentino sabato alle 16 al Ridotto del Teatro del Popolo.

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