Il cardinale Betori (foto Umberto Visintini/New Press Photo)
Il cardinale Betori (foto Umberto Visintini/New Press Photo)

Firenze, 8 dicembre 2019 - «Fa' che la nostra Firenze si riscopra famiglia, con un progetto comune, in cui ciascuno porti il proprio contributo, in una sana dialettica sociale e politica, con il condiviso intento di perseguire il bene comune. Questo bene ha bisogno di nuovi criteri di lettura della realtà, meno ideologici, e di essere più attenti ai mutamenti del presente, senza rinunciare alla nostra identità storica, ma sapendola ripensare in rapporto ai nuovi bisogni e alle esigenze di accoglienza, dialogo, integrazione in un mondo in cui tutto si fa più vicino e dove l'incertezza e la sfiducia sembrano i tratti caratteristici del vivere quotidiano».

Così il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, nell'omaggio alla Madonna, alla Loggia del Bigallo, nel giorno in cui si celebra la solennità dell'Immacolata Concezione. Parlando sempre di famiglia Betori ha anche rilevato che è «così spesso in difficoltà nella nostra società, che non sembra volersi curare troppo di questa sua cellula primaria, da cui pur dipende il suo futuro», ed evidenziato che «affrontare con decisione la crisi demografica, con l'aiuto delle famiglie, è il primo decisivo e indispensabile passo per correggere la maggior parte degli squilibri della società» e che «la povertà educativa è anche all'origine di tanti comportamenti trasgressivi e devianze delle nuove generazioni, come pure delle difficoltà a entrare in un mondo del lavoro in rapida evoluzione e ancor prima ad assumere una coscienza di sé che renda possibile respingere le lusinghe di un sistema socio-economico-comunicativo in cui è facile diventare pedine di interessi di altri».

Infine Betori ha affidato alla Madonna la famiglia umana della «realtà dei popoli del mondo», segnata «dalla crisi ecologica e da quella migratoria. Solo nel rispetto e nella custodia della casa comune e solo nell'attenzione ad assicurare a ogni persona e ogni popolo la dignità che gli è propria c'è futuro per quanto il Padre ha voluto nel suo disegno fin dalla creazione».