Il documento del maggiore Morrison
Il documento del maggiore Morrison

FIRENZUOLA

di Paolo Guidotti

E’ bastato un articolo di giornale. E quel relitto di aereo della Seconda guerra è stato riconosciuto. E anche il pilota che perse la vita nell’abbattimento. Tutto ha inizio nella recente collocazione nel museo di Bruscoli dei resti di un aereo da guerra abbattuto dai tedeschi , rinvenuti nei pressi del passo della Futa. "Purtroppo – aveva spiegato Emanuele Stefanini, volontario responsabile del museo – le parti dell’aeroplano da noi recuperate non ci avevano consentito una sicura identificazione della nazionalità cui apparteneva e del pilota che lo guidava".

"Ma dopo l’articolo – dice Stefanini – siamo stati contattati da un ricercatore dell’associazione La Gotica Toscana e poi da altri appassionati di aerei scomparsi. Si tratta di un Curtiss P40 Kittyhawk del 5° Squadrone Sudafricano SAAF. Era partito da Iesi, carico di bombe, e faceva parte della prima formazione composta da sei velivoli, partiti il mattino del 13 settembre 1944, per bombardare le fortificazioni tedesche del passo della Futa. Era guidato dal capo squadriglia maggiore Robert Lionel Morrison". Colpito dalla contraerea, andò a schiantarsi contro il crinale. I resti del maggiore Morrison furono recuperati a guerra conclusa, e tumulati nel cimitero di guerra del Commonwealth di Firenze, in via Aretina a San Jacopo al Girone.