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4 ago 2022
4 ago 2022

I dem pronti a digerire Azione, ma giù le mani dai collegi

Il governatore Giani: "L’intesa allarga le possibilità di vittoria contro il destra-centro". Rossi: "Attenzione a Sinistra e Verdi"

4 ago 2022
L’eurodeputata e segretaria regionale dem Simona Bonafè è nella terna dei candidati fiorentini
L’eurodeputata e segretaria regionale dem Simona Bonafè è nella terna dei candidati fiorentini
L’eurodeputata e segretaria regionale dem Simona Bonafè è nella terna dei candidati fiorentini
L’eurodeputata e segretaria regionale dem Simona Bonafè è nella terna dei candidati fiorentini
L’eurodeputata e segretaria regionale dem Simona Bonafè è nella terna dei candidati fiorentini
L’eurodeputata e segretaria regionale dem Simona Bonafè è nella terna dei candidati fiorentini

Ranghi serrati nel Pd fiorentino sul fronte dell’alleanza che il segretario Letta ha appena stretto con Calenda e la sua Azione. Anche perché il mare di accordi e alleanze sul fronte romano è tutt’altro che tranquillo. "Io ritengo – rompe il silenzio il governatore Eugenio Giani – che prima di tutto contino gli interessi generali, e gli interessi generali del Paese ci portano oggi a costruire una solida alleanza di centrosinistra con Calenda". Anche perché questo "allarga le possibilità di vittoria di un centrosinistra che si trova a contrastare in questa campagna elettorale non un centrodestra ma un destra-centro". I dubbi, semmai, sono riservati ai potenziali candidati "perché l’accordo è costato al Pd il dover garantire un 30 per cento di rappresentanza nelle nostre liste alle forze di centro, di Calenda, degli ex ministri, di tutte quelle forze che hanno sottoscritto l’accordo, Bonino compresa". Spazio ai candidati alleati quindi, ma dalla stessa base del partitorimbalza sulle chat interne anche la richiesta di valorizzare il fronte a sinistra, non solo quella di Fratoianni (ammesso che l’accordo regga ancora) anche quella interna al Pd, limitando, per esempio, l’apporto dei Riformisti. Dal Pd fiorentino e metropolitano la terna secca dei candidati proposti a Roma (citazioni di cortesia a parte) è Simona Bonafè, Federico Gianassi e Emiliano Fossi e la richiesta è che nessuno di loro debba cedere il posto a paracadutati ’stranieri’. di alcun genere.

Consapevole di una minestra indigesta è l’ex presidente Enrico Rossi. "L’accordo tra Letta e Calenda potrebbe anche non piacere a molti. Ma la necessità di costruire intese per i collegi uninominali è imposta dalla legge elettorale stessa, se si vuole essere competitivi ed evitare che la destra unita faccia ”cappotto” e abbia una maggioranza nei due rami del parlamento che le consenta di modificare da sola la Costituzione". Ma Rossi va oltre "con la stessa coerenza e determinazione si deve perseguire un accordo analogo con Sinistra Italiana e con i Verdi". E in perfetta linea con la successiva provocazione romana del Verde Angelo Bonelli ha aggiunto: "Ad essere coerenti, anche con il M5stelle è necessario riaprire il dialogo, nonostante abbia commesso l’errore madornale di avere concesso un vantaggio alla destra, avendo contribuito a far cadere il governo".

Pa. Fi.

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