Giornate Fai, la coda per entrare alla Fondazione Zeffirelli a Firenze
Giornate Fai, la coda per entrare alla Fondazione Zeffirelli a Firenze

Firenze, 13 marzo 2019 - Sabato 23 e domenica 24 marzo tornano le Giornate Fai di primavera organizzate dal Fondo ambientale italiano, giunte alla 27° edizione. Tema di quest'anno è il Ponte tra le culture. Saranno aperti straordinariamente oltre 1100 luoghi in 430 località nelle 20 regioni italiane grazie alla spinta organizzativa dei 325 gruppi di delegati sparsi in tutte le regioni - Delegazioni regionali, provinciali e Gruppi giovani - e grazie ai 40mila Apprendisti Ciceroni.

Centinaia di siti e migliaia di persone che l'anima Fai accende, aprendo luoghi spesso inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo weekend. In tutto 296 luoghi di culto, 227 palazzi e ville, 30 castelli, 40 borghi. E ancora: 35 tra parchi, giardini, boschi e aree naturalistiche, 22 aree archeologiche, 23 tra campanili e torri, 44 piccoli musei, 11 biblioteche, 8 ex ospedali psichiatrici e antichi ospedali, 12 teatri e 2 stadi. Per gli iscritti al Fai o per chi si iscrive durante le giornate di primavera ci saranno 83 aperture esclusive e 15 iniziative dedicate.

Ecco cosa vedere in Toscana: 

Cenacolo di Andrea del Sarto (Firenze)

orario: sabato: 10- 17 (ultimo ingresso 17:00); domenica: 10-17 (ultimo ingresso 17:00) 

Il museo, allestito in alcuni ambienti di quello che era stato il convento dei monaci vallombrosani presso la chiesa di San Michele a San Salvi, deve il suo nome alla sala del refettorio in cui Andrea del Sarto, su commissione del monaco Ilario Panichi, affrescò l’Ultima cena, terminata nel 1527. A questa magnifica opera si giunge dopo aver attraversato la cucina, con il monumentale camino, e la stanza con il lavabo scolpito. Nel museo sono esposti anche dipinti provenienti da spoliazioni di chiese e monasteri soppressi a Firenze e nei dintorni, opere di alcuni dei protagonisti dell’arte fiorentina del Cinquecento che, se non poteva prescindere da Raffaello, Leonardo e Michelangelo, doveva molto anche ad Andrea del Sarto, il “pittore senza errori”, come lo aveva definito Giorgio Vasari. Una sala è dedicata al Monumento funebre di San Giovanni Gualberto di Benedetto da Rovezzano.

Chiesa di San Michele a San Salvi (Firenze)

orario: sabato: 10-17(ultimo ingresso 17:00) Domenica: 12-17 (ultimo ingresso 17:00)

Attorno al 1048 si colloca la costruzione del convento, dedicato san Salvi, e della chiesa, dedicata a san Michele, da parte di san Giovanni Gualberto, fondatore dell’ordine vallombrosano. Sebbene in una zona di campagna, fuori dalle mura di Firenze, fu tra i maggiori conventi vallombrosani, decorato con pregevoli affreschi dei quali rimangono tracce nel bel chiostro e nella sala del capitolo. Vide un nuovo periodo di splendore nel Rinascimento, come attestano gli ampliamenti e la presenza di opere significative quali il Battesimo di Cristo di Verrocchio e Leonardo (oggi agli Uffizi), e l’avvio di un grande monumento marmoreo dedicato a san Giovanni Gualberto per mano di Benedetto da Rovezzano (del quale rimangono frammenti in chiesa e nel museo del Cenacolo). Nel 1534 subentrarono le monache di Faenza devote alla santa Umiltà, che modificarono il complesso.

Complesso di San Firenze (Firenze)

Orario: sabato: 10-17 (ultimo ingresso 17:00); Domenica: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 

Tra i maggiori esempi di Barocco in Toscana, il complesso di San Firenze, nel cuore del centro storico è composto dalla chiesa di San Filippo Neri, da un vasto convento e da un oratorio. Grazie al lascito di Giuliano Serragli, l’impegnativo progetto fu affidato a Pier Francesco Silvani, felice interprete di un linguaggio moderno ed elegante, cui fece seguito Ferdinando Ruggieri, autore nel 1715 della facciata dalle decorazioni di gusto barocco. Negli anni Settanta del Settecento l’architetto Zanobi del Rosso e i pittori Giuliano Traballesi e Luigi Sabatelli completarono, secondo il nuovo stile neoclassico, il complesso, destinato a subire nell’Ottocento altre modifiche e varie destinazioni d’uso; soppresso nel 1866, ospitò prima il Ministero dell’Istruzione, poi il Tribunale fino al 2012 ed ora è sede del Museo Franco Zeffirelli di cui sarà possibile vedere la prima sala dedicata a Maria Callas e ambienti normalmente chiusi al pubblico, come lo studio del grande maestro.

Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo-Sede di Firenze (Firenze)

Orario: Sabato: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) Domenica: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) 

Il vasto edificio che si affaccia su via Cocchi che si impone per la sobria ed elegante architettura moderna e le monumentali figure di tema coloniale sulla facciata (opera di Mario Moschi) è oggi sede fiorentina dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Quando venne terminato, nel 1941, su progetto di Aurelio Ghersi, era destinato ad accogliere l’Istituto agronomico per l'Africa Italiana, dal 1959 Istituto Agronomico per l’Oltremare. Al gusto novecentista degli esterni corrispondono gli arredi interni, appositamente progettati, e le decorazioni con motivi esotici, esito del sodalizio tra architetti, ingegneri, arredatori e artigiani. Risalenti alle origini dell’istituto sono la ricca biblioteca, la vasta fototeca e il museo agrario tropicale con la raccolta di attrezzi e strumenti provenienti da vari paesi. Nel giardino, un’oasi verde in città, si trova l’importante collezione di piante tropicali e subtropicali, con oltre 350 specie raggruppate in base all’utilizzo.

Ex Ospedale psichiatrico di San Salvi (Firenze)

Orario: Sabato: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) Domenica: 10:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00)

Nel 1891 fu inaugurato l’ospedale psichiatrico di San Salvi progettato da Giacomo Roster e intitolato nel 1924 a Vincenzo Chiarugi, pioniere della psichiatria moderna, secondo cui il folle doveva vivere in un ambiente ordinato che si opponesse alla malattia mentale intesa come “disordine delle passioni”. Il villaggio, con vasto parco alberato chiuso dal muro di cinta, ospitava le strutture ospedaliere, la direzione e i servizi; i padiglioni dei malati, uomini e donne, erano separati, ma collegati da corridoi terrazzati e gallerie sotterranee; officine, spazi per le attività ricreative e una colonia agricola ne facevano un microcosmo autosufficiente. Dopo la chiusura del manicomio nel 1978, alcuni edifici hanno trovato nuova destinazione, altri sono ancora in via di recupero.

Hotel Bernini Palace (già Hotel Parlamento) (Firenze)

Orario: Sabato: 14:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00) Domenica: 14:00 - 17:00 (ultimo ingresso 17:00)

Già dalla seconda metà del Settecento sull’angolo di piazza San Firenze con via dei Leoni si trova un albergo, sorto sulle antiche case della famiglia Peruzzi, denominato Scudo di Francia. L’ottima ubicazione nel centro della città ha fatto di questa struttura un luogo ideale per i viaggiatori che transitavano dalla Toscana. Dal 1865, con il trasferimento della capitale d’Italia da Torino a Firenze, lo Scudo di Francia diventa Hotel Parlamento – poi Columbia Parlamento e infine Bernini – in quanto sosta preferita dei membri del governo, trovandosi tra le sedi di Senato (Uffizi) e Camera (Palazzo vecchio) e quella del Ministero dell’Istruzione (San Firenze). A questi anni risalgono le decorazioni degli ambienti: le curiose teste in gesso, quasi tutte dotate di distinti copricapo, che lasciano immaginare l’eleganza degli ospiti che in queste stanze sorseggiavano il caffè, e le pitture nel grandioso Salone Parlamento, con i ritratti degli uomini illustri che fecero l’Unità d’Italia.

Stadio Comunale Artemio Franchi (Firenze)

Orario: domenica: 10 - 17 (ultimo ingresso 17:00) 

Il protagonista del calcio fiorentino apre le sue porte per svelare i segreti della sua costruzione e per narrare quanto si svolge lontano dagli occhi dei tifosi. Sarà possibile conoscere meglio l’edificio, la cui struttura ancora oggi è meta di studiosi di architettura provenienti da tutto il mondo e accedere a spazi riservati. Capolavoro dell’ingegnere Pier Luigi Nervi, il complesso rappresenta un unicum nella sua forma a “D”, oltre ad annoverare diversi altri primati, come la straordinaria opera ingegneristica della pensilina della tribuna con 22 metri a sbalzo senza sostegni (così da non compromettere la visuale del campo), o come le tre scale elicoidali e la slanciata Torre di Maratona, che con i suoi 55 metri di altezza (illuminati) assolveva un compito propagandistico.

Archivio Carlo Palli Campi Bisenzio, Firenze

Visitare lo spazio in cui Carlo Palli ha condensato oltre cinquanta anni di esperienza nel mondo dell’arte moderna e contemporanea attraverso opere, testimonianze, libri è un’esperienza unica per conoscere la storia dell’arte e del collezionismo. Carlo Palli è stato nel corso della vita collezionista, gallerista, responsabile d’asta delle maggiori case d’asta italiane e talent scout. Saranno tre i luoghi iconici da visitare: la sua casa con una parte significativa della collezione, il suo santa sanctorum al Macrolotto2 a Capalle, la grande limonaia dell’ex convento dei Cappuccini allestita con opere.

Sansepolcro (Arezzo)

Orario: sabato: 15-18 (ultimo ingresso 17:30)

I visitatori saranno accolti all'ingresso delle antiche tre porte urbane : 1 Porta Fiorentina (antica Porta della Pieve) 2 Porta del Castello (antica Porta Montanara) 3 Porta Romana (antica Porta San Niccolò) Percorsi da una a l'altra porta con storia delle cinte murarie e delle fortificazioni includendo le Torri visita guidata al dipinto di Raffaelle Schiaminossi (XVIII secolo) con veduta urbana di Sansepolcro (chiesa di San Francesco);10 Torri visitabili all'interno e all'esterno o solo all'esterno

Castello di Castiglion del Torto Cinigiano, (Grosseto)

Cantiere Navale dell'Argentario (Monte Argentario, Grosseto)

Fino alla metà del secolo scorso, a Porto Santo Stefano non c'era un cantiere navale. Il lavoro di manutenzione e riparazione delle imbarcazioni era affidato all'opera dei calafati, che all'Argentario vantavano una solida ed antica tradizione a partire dalla seconda metà del 700. Il CNA nasce nell'ottobre del 1945 per riparare i motopescherecci danneggiati dalla guerra e per costruire ex novo barche da pesca che rinvigorirono la flottiglia locale, decimata dalle vicende belliche. Nel 1957, dopo che si aprirono prospettive turistiche, l’attività del Cantiere si orientò sempre più verso la nautica da diporto. I vecchi maestri d'ascia hanno tramandato il mestiere ai loro “ragazzi di bottega” e con il passare degli anni, seppur al passo con i tempi per tecnologia e materiali, il Cantiere è volutamente rimasto un laboratorio artigianale, dove carpentieri, falegnami e fabbri lavorano con passione, forti della tradizione ereditata.

Fortezza Spagnola Monte Argentario, Grosseto

La Fortezza spagnola di Porto Santo Stefano, baluardo difensivo contro le incursioni piratesche e splendido esempio di architettura militare, risale alla fine del XVI secolo. Fu costruita a pianta quadrangolare su un preesistente edificio eretto dai Senesi nel XV secolo: la Torre di Santo Stefano. La Fortezza al suo interno ospita il Museo del Mare con due mostre permanenti: Memorie Sommerse che ripercorre le tappe della ricerca subacquea dagli anni ’60 ad oggi con reperti etrusco-romani, rinvenuti in loco e tra le isole Giannutri e Giglio e Maestri d’Ascia che racconta attraverso modelli in scala di imbarcazioni, attrezzi e documenti l’arte della carpenteria navale e dell’attività dei costruttori che per secoli hanno costruito a mano le tipiche imbarcazioni in legno.

Istituto Tecnico Nautico "G. Da Verrazzano" Monte Argentario, Grosseto

I maestri artigiani che lavoravano nei cantieri dell’Argentario nel 1968 sentirono l’esigenza di fondare un Istituto Nautico di Istruzione Superiore, per tramandare la storia, la tradizione e l’attività dei maestri d’ascia. Attualmente l’Istituto è uno dei tre esistenti oggi in Toscana.

Castello Piccolomini di Triana Roccalbenga, Grosseto

Il Castello di Triana - eretto su uno sperone roccioso, accessibile da una sola porta ricostruita nello stile originale nel 1913 – nasce intorno all’anno mille ad opera degli Aldobrandeschi. Nel 1388 viene ceduto alla famiglia Piccolomini che lo mantenne fino al 1962 quando venne inglobato nei beni delle Pie Disposizioni di Siena. All’interno della cinta muraria, oltre agli edifici patronali e di servizio, si trova una piccola cappella voluta da Lelio Piccolomini ristrutturata nei primi anni del 1700 in stile Barocco e un semplice giardino pensile all’italiana realizzato interamente con piante di bosso. Attorno al maniero è situato il piccolo borgo di Triana che conserva l’intero impianto originario con i caratteristici fabbricati edificati ai lati della via che raggiunge la porta del castello.

Borgo di Roccalbegna​ (Grosseto)

Di spiccato aspetto medioevale, il borgo di Roccalbegna fu antico possedimento degli Aldobrandeschi poi passato alla Repubblica di Siena. Una ardita rocca poggiata su di una sorta di masso sovrasta le case che costituiscono l’abitato e la sproporzione tra villaggio e roccia fa pensare all’antica presenza di un drago e del tesoro che custodisce. Il paese sorge tra due speroni di roccia - il Cassero e la Pietra da cui si apprezza il caratteristico impianto di vie ortogonali ad opera di architetti senesi del 1200. Roccalbegna è ricco di bellezze naturalistiche e di importanti opere d’arte e architettura come il Palazzo della Lana e Palazzo Bichi Ruspoli; nella Chiesa dei SS Pietro e Paolo il trittico di Ambrogio Lorenzetti con la "Madonna delle ciliegie" e nella Chiesa del SS Crocifisso il crocifisso di Luca di Tommè.

Rocchette di Fazio (Semproniano, Grosseto)

Rocchette di Fazio è un borgo dal fascino indiscutibile. E’ circondata dalla Riserva naturale del Bosco Rocconi caratterizzata da una natura aspra e selvaggia, alte pareti di roccia dove si aprono numerosi spaccature e grotte di cui la più importante è il “Crepaccio Rocconi”. Le mura di Rocchette hanno visto passare secondo la leggenda misteriosi cavalieri. Ciò confermerebbe che l’Ordine dei Templari abbia effettivamente dimorato presso questi luoghi. All’ interno del castello si trovano anche due importanti edifici: il Palazzo Pretorio e il Palazzo di Giustizia. Il castello come tutte le strutture difensive medioevali, presenta mura e torri di avvistamento. Particolarmente significativa è la storia legata agli “usi civici” di Rocchette di Fazio che è stata ed è tuttora meta di appassionati di storia e di amanti della natura.

La grande cisterna di Livorno del Poccianti: il Cisternone (Livorno)

Principale opera dell’architetto Pasquale Poccianti, il Cisternone o Gran Conserva, edificato tra il 1829 ed il 1842 e inaugurato nello stesso anno dal Granduca Leopoldo II di Lorena, rappresenta un gioiello dell’architettura ed ingegneria Neoclassica italiana, considerato unico esempio europeo della materializzazione delle visioni cartacee degli architetti rivoluzionari francesi del XIX secolo Boullée e Ledoux, celebri per le loro visioni utopistiche, dalle forme semplici e ben definite.

Teatrino di Vetriano fraz. Vetriano (Pescaglia, Lucca)

Incluso nel “Guinnes dei primati” 1997 come il più piccolo teatro storico pubblico del mondo, il Teatrino misura solo 71 metri quadrati, ma è completo di tutto quanto si richieda a una sala teatrale in piena regola. Costruito nel 1890, è caratterizzato da una pianta trapezoidale e due ordini di balconate. Negli anni Ottanta minacciosi dissesti alle strutture portanti ne hanno imposto la chiusura. Grazie all'attiva intermediazione della Delegazione FAI di Lucca, il bene è stato acquisito dalla Fondazione che si è impegnata a restaurare il teatrino e a renderlo nuovamente agibile, per ospitare opere di prosa e di arte varia.

La villa del Gombo nel Parco di San Rossore (Pisa)

Alla fine degli anni cinquanta la tenuta di San Rossore fu annessa ai beni del Capo dello Stato; il presidente Giovanni Gronchi decretò la realizzazione di una villa presidenziale, simbolo di rinascita per il territorio dopo le devastazioni della seconda guerra mondiale, da costruire ove sorgeva un vecchio casino di caccia ormai ridotto a rudere. Il nuovo edificio fu progettato dagli architetti romani Amedeo Luccichenti e Vincenzo Monaco: l'area prescelta, nella tenuta del Gombo, fu interessata da un ampio progetto di risanamento ambientale e paesaggistico. La villa, che si estende su circa 640 m², è sollevata da terra mediante quattro supporti d'acciaio: la compatta volumetria è alleggerita da ampie superfici vetrate che delimitano, al centro della pianta, una cortile di forma quadrata. Negli ambienti esposti a nord e a est sono situate le camere e gli ambienti privati, mentre a sud e a ovest, raggiungibili mediante un'ampia rampa, si trovano gli ambienti di rappresentanza.

Cappelle del convento di San Girolamo (Volterra, Pisa)

Il Convento di San Girolamo conserva interessanti pale di ceramica invetriata policroma di Giovanni della Robbia. Nella cappella destra sotto il loggiato: San Francesco consegna la regola del Terzo Ordine a San Luigi di Francia e Santa Elisabetta di Ungheria. San Francesco, al centro, sovrasta il globo terrestre, a sinistra il santo re francese Luigi, con il saio francescano e a destra la santa Elisabetta, identificata dalle rose in cui si trasformarono i pani che ella portava ai poveri. In alto tre angeli rappresentano Castità, Povertà e Obbedienza. Nella predella i Santi legati all'Ordine francescano e al convento. Nella cappella sinistra, il Giudizio Universale commissionato da Michelangelo Ceccarelli. In alto in posizione eminente, il Cristo Giudice circondato da angeli e cherubini. Nel registro inferiore San Michele Arcangelo separa le anime dei giusti da quelle dei dannati. Nella predella l'Annunciazione, la Nascita di Gesù e l'Adorazione dei Magi.

Accademia D'arte - Anteprima di una rinascita (Pistoia)

L’Accademia d'Arte Scalabrino è stata fondata a metà degli anni '60 dal Prof. Dino Scalabrino. L’idea era di fornire alla città di Montecatini un luogo dove far confluire le arti a beneficio della collettività, attraverso donazioni di artisti e collezionisti. L’idea ha avuto successo: l’Accademia ha raccolto una cospicua collezione, che vanta opere di artisti locali, come di assoluti maestri tra cui Chini, Annigoni, Guttuso, Viani. Conserva anche il pianoforte che Verdi amava suonare durante i suoi soggiorni termali. Scalabrino, direttore sanitario della Società Terme, crea quello che per Montecatini, oltre che rappresentare un vanto a livello culturale ed artistico, si trasformerà in una cassaforte di beni di immenso valore. Famosi artisti nazionali e non, cominciano a donare dipinti e sculture che supereranno le 1000 opere. Nel 2011 l'Accademia e tutti i suoi “gioielli” vengono ceduti alla Fondazione Credito Valdinievole. Apriremo questo scrigno in una anteprima assolutamente unica.

Art Hotel Museo: piani d'autore (Prato)

L’Art Hotel Museo nasce nel 1988 come “contenitore d’arte, insieme al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci. Al primo piano ospita una galleria di ritratti fotografici di artisti e personaggi del mondo dell’arte contemporanea internazionale, eseguiti da Carlo Palli durante la sua attività di mercante e collezionista. Nei piani superiori omaggi a Leonardo da Vinci e un’opera di Massimo Barzagli.

Chiesa e Canonica di San Lorenzo a Pizzi di Monte (Prato)

Lungo l'antico percorso della via Mugellese, che corre ai piedi della Calvana, sorge la chiesa di San Lorenzo, che conserva, malgrado le trasformazioni, l'originaria struttura romanica. A filo della facciata sorge il campanile a torre. L'interno, di piacevole aspetto sei-settecentesco, ha cantoria su pilastri in controfacciata; nel coro è posta una notevole tavola con la Madonna, il Bambino e santi (1603), del Passignano, mentre sugli altari laterali è una tela col Martirio di san Lorenzo (1800) di Domenico del Potestà, e una tela, del 1613, raffigurante la Madonna col Bambino e santi, di scuola senese. La facciata, preceduta da un portico tardo ottocentesco a tre archi su pilastri in muratura, con parapetto orizzontale, è in bozze squadrate di alberese, con portale con archivolto in conci regolari di alberese, a sesto leggermente acuto, e soprastante monofora. Un intervento del XIX secolo ha reso orizzontale il coronamento della chiesa, che prosegue per un tratto sulla canonica.

Mostra: Antonio Bueno e la neo avanguardia italiana (Prato)

La mostra presenta opere dell'archivio Carlo Palli e ripercorre il lavoro di Antonio Bueno dal 1965 al 1969 definita anche preistoria contemporanea. Il pezzo più significativo è rappresentato da cinque sagome che raffigurano personaggi diversi fra loro Miss cinema, L'Astronauta, Padreterno, Robot Marine e Moravia.

Villa la Rondinella (Buonconvento, Siena)

Villa Rondinella, una delle rare costruzioni ex novo compiute dall’architetto Gino Chierici, si staglia isolata su una collinetta poco fuori Buonconvento, lungo la via Cassia in direzione di Roma. La costruzione sorse per volontà di Luigi Saverio Ricci, personaggio colto ed eccentrico che, appena ventenne, ereditò dal padre Augusto il terreno su cui decise di edificare la propria residenza, ispirandosi a moderne tendenze apparse su riviste specializzate dell’epoca. Tra il 1909 e il 1910 coinvolse nel progetto il giovane architetto Gino Chierici, allora funzionario di ruolo della Soprintendenza di Pisa che, assecondando le aspettative del committente, progettò un villino borghese di medie dimensioni, in bilico tra l’eclettismo ottocentesco locale e uno stile liberty contenuto, assimilato in superficie nel susseguirsi di dettagli decorativi. Nel 1912, con il sopraggiungere delle difficoltà economiche, la villa e il terreno furono venduti allo zio di Luigi, Giuseppe.

Casa e Torre Campatelli (San Gimignano, Siena)

A San Gimignano, una delle famose torri, incorporata in un palazzo settecentesco perfettamente arredato, rievoca la vita della borghesia toscana di fine ‘800 sullo sfondo della storia millenaria del borgo, narrata con sofisticate tecnologie digitali. Delle 72 antiche torri che hanno reso celebre San Gimignano, solo 14 sono sopravvissute fino ai giorni nostri a connotare l’inconfondibile profilo del più celebre borgo medievale italiano. Tra queste spicca anche quella dei Campatelli, una famiglia di imprenditori e proprietari terrieri fiorentini che da inizio Ottocento legò il suo nome a questa casa-torre di 28 metri eretta a metà del XII secolo, oggi la sola ad aver conservato il volume unico originario della costruzione, completamente vuoto al suo interno. La famiglia acquistò l’intero complesso e ne fece una dimora alto-borghese giunta a noi intatta nell’aspetto e nell’atmosfera grazie a Lydia Campatelli.

Spedale di Santa Fina (San Gimignano, Siena)

Fra le cose più importanti che la memoria di Fina ha prodotto vi è senza dubbio lo Spedale che prese il suo nome e fu fondato all'indomani della morte della Santa (12 marzo 1253) e finito di costruire nel 1255 grazie alle oblazioni deposte sul suo sepolcro, alle offerte dei pellegrini e all'intervento del Comune che ne promosse la costruzione e ne assunse il patrocinio. I lasciti e le donazioni in denaro e in beni immobili si susseguirono negli anni seguenti, a testimonianza del ricordo sempre vivo della piccola beata fra la popolazione. Lo Spedale di Santa Fina, sin dalle sue origini ha rappresentato il luogo dell’accoglienza e dell’ospitalità per gli anziani bisognosi di cure. Presenta attualmente una sobria facciata dalle forme tardo rinascimentali e conserva nel vestibolo quattrocentesco (già cappella ospedaliera e cuore dell'area più antica) un complesso decorativo, con lunette affrescate da Sebastiano Mainardi pittore rinascimentale originario di San Gimignano.

Basilica di San Francesco (Siena)

La storia della Basilica di San Francesco è alquanto travagliata: nel XVI secolo viene danneggiata da un violento incendio e nel corso del ‘800 è adibita a sede militare. Gli architetti Giuseppe Partini e Giuseppe Chierici eliminano quanto vi è di superfluo all'interno consolidandone le muraglie, gli archi e i pilastri; vengono decorate le cappelle, le volte, le pareti, realizzate nuove vetrate e un nuovo altare maggiore. La chiesa è riconsacrata il 9 giugno 1894. Tra il 1894 e il 1916 viene ricostruita la facciata sotto la direzione degli architetti Vittorio Mariani e Gaetano Ceccherelli. All'interno delle due cappelle del transetto sinistro si conservano i grandi affreschi staccati dell'ex sala capitolare del convento francescano, la 'Crocifissione' di Pietro Lorenzetti (cappella Piccolomini d'Aragona Todeschini), il 'Martirio dei sei francescani' e la 'Professione pubblica di san Ludovico di Tolosa' di Ambrogio Lorenzetti (cappella Bandini-Piccolomini), 1320-1325.

Oratorio Santi Ludovico e Gherardo - Basilica San Francesco (Siena)

L'Oratorio dei Santi Ludovico e Gherardo (la cui Confraternita risale al 1445) è un ambiente interno solitamente chiuso al pubblico del convento della Basilica di San Francesco. Le pitture delle due campate voltate presentano pregevoli affreschi eseguiti dai più noti pittori senesi del XVII secolo. Le due campate dell'oratorio con volte a crociera sono spartite da un arcone decorato con stucchi e piccoli medaglioni con affresco con figure di santi. Le vele delle due campate e i quattro lunettoni laterali recano ben quindici scene relative alla vita dei due santi patroni. Vi lavorarono Rutilio Manetti, poi Astolfo Petrazzi con il grande telone absidale dell'oratorio con i 'Miracoli del corpo di San Ludovico" del 1635; oltre ai due lunettoni della seconda campata, alcune vele recano la data 1647, dipinte da Deifebo Burbarini, mentre altre portano la data 1686 eseguite da Annibale Mazzuoli. Le pitture versano in stato di conservazione precario ed esigono un intervento di restauro.