MANUELA PLASTINA
Cronaca

Ginnastica militare, è polemica: "E’ un’innocua disciplina del Coni"

Il Consiglio d’istituto contro l’utilizzo della palestra della scuola. Il Comune stupito: "Solo una pratica sportiva" .

Ginnastica militare, è polemica: "E’ un’innocua disciplina del Coni"

Ginnastica militare, è polemica: "E’ un’innocua disciplina del Coni"

È polemica a Bagno a Ripoli sui corsi di "Ginnastica dinamica militare". Dall’autunno del 2021, la palestra della scuola media Redi accoglie in orario extrascolastico questo metodo di allenamento basato sull’assenza di marchingegni e carichi per potenziare il proprio corpo. "Totale assenza di competizione – si legge sul sito nazionale – e totale mancanza di confort. Utilizziamo spirito e corpo delle dinamiche di appartenenza militare" per "forzare le barriere resistenti psico-culturali alla base dei processi di adattamento alla sedentarieta` e alla disapplicazione fisico sportiva". Ma il consiglio d’istituto ha bocciato l’accoglienza di questa disciplina sportiva, chiedendo che il Comune – che concede l’uso degli edifici in orario extradidattico - le trovi un’altra collocazione. Il centro studi Marcello Trentanove (intitolato allo storico direttore didattico di Bagno a Ripoli dal 1962 al 1990, considerato tra i principali fautori del cambiamento del mondo scolastico) plaude la bocciatura del consiglio d’istituto e ha chiesto spiegazioni al Comune sul perché della concessione della palestra "per esercitazioni ispirate allo stile e all’educazione militare. Nella sua risposta il sindaco si è stupito del fatto che ci potessero essere delle riserve di fronte ad un uso dei locali per una pratica del tutto innocua. A nostro modo di vedere – scrivono ancora dal centro studi - concedere l’uso delle strutture scolastiche per attività fisiche di carattere militare è riprovevole: contrasta con la funzione formativa". Si dicono stupiti di quanto sta avvenendo a Bagno a Ripoli i referenti della Ginnastica Dinamica militare. "Siamo in tutta la penisola - ricorda il coordinatore per il centro sud Giorgio Bucci -, prima disciplina italiana per frequentazione con 40 mila atleti, il patrocinio di circa 32 Comuni, una decina di centri anche a Firenze e provincia. Non abbiamo mai avuto problemi in nessuna regione, se non a Pisa, Livorno e ora a Bagno a Ripoli". Parla di "ignoranza su una disciplina conforme ai principi ispiratori dello sport sulla quale vegliano il Coni e altre organizzazioni. Siamo apolitici, abbiamo atleti e istruttori, di cui tante donne, di tutte le nazionalità, culture e religioni. Ci siamo già tutelati a livello giudiziario e abbiamo avvisato il prefetto contro chi ci condanna senza sapere di che parla".

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