Ambulanza (Foto di archivio)
Ambulanza (Foto di archivio)

Firenze, 2 giugno 2020 - Un drone a sorvolare e ’fotografare’ la scena del crimine , lo scenario dell’incidente in cui alle 3 di martedì è morto Gabriele Masi, 28 anni, di Sesto, andato a sbattere, era sullo scooter, contro il cantiere edile (sotto sequestro) per lavori al palazzo tra lungarno Soderini e piazza del Cestello. Alla ricerca di possibili, o probabili concause dell’incidente, il pm Beatrice Giunti (indaga per omicidio colposo, a ora senza indagati), ha affidato all’ingegner Filippo Begani, studio Atena, l’incarico di effettuare la ricognizione aerea col drone appunto. Il drone dovrebbe essere impiegato nelle stesse condizioni di luce naturale e artificiale della notte dell’incidente, per riprodurre il maggior effetto-veridicità possibile. Affiancherà Begani un collega: dovrà occuparsi in maniera specifica – e dettagliata – del cantiere, dalle autorizzazioni alle condizioni, fino al rispetto delle prescrizioni tecniche.

Massima attenzione sullo stato del manto stradale che era, anzi è – sospetta la procura – in condizioni discutibili. Indipendentemente dalle buche e dalle ‘pezze’ di bitume a macchia di leopardo, messe a coprirle. Quando? Poco dopo lo scontro e i rilievi dei vigili – come accadde, causa altra buca, nella vicenda del portatore di handicap morto in conseguenza del ribaltamento del suo mezzo di locomozione? Sarebbe stato fatto un lavoro di rammendo frettoloso e malizioso, o precedente al sinistro, ma non risolutivo? "Comunque quelle buche sono state ricoperte da poco tempo" taglia corto il magistrato inquirente.

Proviamo a mettere un po’ d’ordine agli orari; incidente alle 3,15, immediato arrivo di 118 e dei vigili. I rilievi. Lungarno chiuso fino alle 7.15, come da nota del Comune. Poi il sopralluogo sul posto del pm Giunti, tra le 8 e le 9.30, le buche coperte. Ma al di là della circostanza buche ricoperte (subito dopo? già prima? bene? male?) sono le condizioni dell’intero ‘manto’ ad essere messe in stato di accusa.
Il cantiere . "Autorizzato" hanno detto fonti della Municipale. Ma la procura cerca conferme . Spulcia i documenti su committente, appaltatori, eventuali subappaltatori. Poi: cantiere a norma, a prescindere dalle autorizzazioni? Masi dopo aver perso il controllo dello scooter ha ‘scarrocciato’ andando a sbattere con la faccia sullla palizzata in ferro del cantiere, che – è la prima ipotesi della procura – sembra sporgere troppo rispetto alla carreggiata. Gabriele ci è andato a sbattere con la faccia, un urto terribile, il casco non gli ha salvato la vita. E’ l’altro aspetto cruciale dell’indagine, per fissare le cause, o le concause del sinistro: devono essere accertarte infatti anche la velocità dello scooter e le condizioni di Masi alla guida. Importante perciò l’autopsia, già oggi, o domani.
giovanni spano
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