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30 mag 2020

Dipendenti di magazzino rubano sul lavoro cuffie e tablet per migliaia di €, due arresti

Accade in provincia di Firenze. Le indagini dei carabinieri, quindi il blitz

30 mag 2020
PRESSPHOTO Firenze, Coronavirus
steward, municipale e carabinieri  per controllo movida in centro movida 

Giuseppe Cabras/New Press Photo
Carabinieri a Firenze (New Press Photo)
PRESSPHOTO Firenze, Coronavirus
steward, municipale e carabinieri  per controllo movida in centro movida 

Giuseppe Cabras/New Press Photo
Carabinieri a Firenze (New Press Photo)

Calenzano (Firenze), 30 maggio 2020 - Quelle continue sparizioni di merce erano diventate un problema per l'azienda. E con le indagini dei carabinieri si è scoperto che due dipendenti mentre lavoravano rubavano tablet, cuffie e telefoni cellulari. Oggetti tecnologici destinati ai clienti ma che loro riuscivano a nascondere e portare a casa.

Le due persone sono state arrestate. Si tratta di due italiani, M.C. 47enne e R.A. 25enne, entrambi già noti alle forze dell’ordine, residenti in provincia di Prato. La società è la Speedy Point, estranea alla vicenda e anzi soggetto danneggiato da quanto accaduto, nei cui magazzini sostano i prodotti acquistati da grossi marchi di distribuzione e destinati alla vendita.

Le sparizioni della merce erano avvenute tra marzo e maggio. La società, milanese, era preoccupata. Per i due dipendenti, che sapevano cosa c'era negli scatoloni guardando le etichette che descrivevano il contenuto, era semplice riuscire a intercettare e quindi portare via i prodotti.

I due non rilevavano l'arrivo dei pacchi al punto di distribuzione e in un secondo momento li portavano via, pensando di non essere scoperti. I carabinieri sono intervenuti dopo le indagini e dopo averli monitorati per diverso tempo.

Scattato il blitz, i due dipendenti hanno subito ammesso le loro colpe. Sul furgone avevano nascosto merce per 7500 euro tra cuffie, tablet e telefoni. Nelle abitazioni dei due sono stati trovati oggetti tecnologici per altri ottantamila euro. I carabinieri ne verificano la provenienza. Per i due è scattata anche l'accusa di ricettazione. Portati in camera di sicurezza, sono stati giudicati per direttissima. 

 

 

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