Cori, fumogeni e striscioni per l’ultimo saluto a Marco Pezzati: “Ciao ultrà Merenda”

Alla Badia di Settimo, a Scandicci, il funerale del 31enne morto in un incidente stradale

Firenze, 27 febbraio 2024 - Striscioni, cori, fumogeni viola. E poi un volo di palloncini rosa e neri, i colori dello Sporting Arno, sua storica squadra. C’era un grande pezzo del cuore di Scandicci e di Firenze, oggi, per l’ultimo saluto a Marco Pezzati, 31 anni di Badia a Settimo, calciatore per il San Luca, squadra calabrese che milita nel campionato di serie D.

Laureato in economia e commercio, con un’enorme passione per il pallone, il giovane ha perso la vita in un tragico incidente intorno alla mezzanotte di mercoledì scorso nel comune di Isca di Jonio, in Calabria. Per cause che restano ancora da accertare la vettura ha sbandato, finendo fuori strada e si è rovesciata. Pare che Marco sia morto sul colpo, tanto che all’arrivo dei soccorritori non c’è stato niente da fare.

A salutarlo, oggi, in una Badia di Settimo gremita anche all’esterno, sono arrivate le istituzioni, con i sindaci di Scandicci Sandro Fallani e di San Luca, Bruno Bartolo, il consigliere regionale Fausto Merlotti, i parroci don Rossano Carli di Ugnano, don Celestino, don Ivo di San Lorenzo a Campi, don Momigli di Santa Maria e i diaconi Stefano Becarelli e Claudio Raspollini, ma soprattutto tantissimi familiari e amici. C’era il difensore della Juventus Federico Gatti e c’erano i compagni delle tante partite giocate con maglie diverse: Scandicci, Sporting Arno, Gavorrano, FiesoleCaldine, Sangiovannese, Sammaurese, Trestina, Verbania, Città Sant’Agata, Cascina, Massese, Signa, San Luca e Fortis Juventus. E c’erano i tifosi della squadra che, durante le sue variegate esperienze nel mondo del calcio, era rimasta la sua eterna passione: la Fiorentina.

Cori e striscioni per l'ultimo saluto a Marco Pezzati (Foto Germogli)

Dopo le celebrazioni religiose, i ricordi di familiari e amici, ma anche ex professori e vecchi compagnia di classe, che hanno letto lettere e raccontato episodi della sua vita, ripercorrendo ancora la passione di Marco per il calcio, le serate a tavola e in compagnia, l’amore per la famiglia e il grande valore dato all’amicizia.

Infine, i compagni di squadra del San Luca hanno portato il feretro a spalla fino all’uscita, dove “il Pezza” è stato salutato da un volo di palloncini, striscioni, cori e fumogeni. «Qua con una Pezza sul cuore, per riparare un gran dolore. Ciao ultrà Merenda» si leggeva nello striscione firmato dalla Curva Fiesole, mentre un altro recitava «Sempre chiasso sempre ultrà, ciao Pezza». E ancora: «Questa volta è la tua curva che lo canterà, Giovane Merenda nel cuore degli ultrà». «Ovunque tu sarai – hanno gridato i tifosi - un coro sentirai: Pezza vive con noi».

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