
Il presidente del Mita, l’imprenditore Maurizio Del Vecchia
"Serve un distretto del lusso con al centro la formazione per uscire dalle sabbie mobili della crisi". Il presidente del Mita, l’imprenditore Maurizio Del Vecchia, entra nel cuore del problema, ovvero come si può ripartire con un sistema in grado di reggere economicamente. Perché se è vero che gli ammortizzatori sociali e l’accesso al credito sono i sacchi di sabbia per arginare l’acqua, al momento ancora non si parla dei veri e propri ‘argini’, ovvero di cosa serve per fare sì che dopo questa tempesta perfetta ci sia ancora un comparto della pelletteria nell’area di Scandicci e nella provincia di Firenze.
"La Fondazione Mita – ha detto Del Vecchia – punta a essere il player di riferimento per quanto riguarda la ripartenza. In questa fase di crisi la formazione può salvare il comparto. Sono in molti tra gli addetti ai lavori a esserne convinti. L’insegnamento e l’aggiornamento può e deve essere essenziale non solo per chi sceglie per il suo futuro un’ipotesi di lavoro nel settore della moda, ma anche per tutti coloro per i quali la filiera rappresenta il presente".
Da tempo c’è un progetto per la certificazione del distretto del lusso. Questo permetterebbe di attuare progetti sempre più concreti soprattutto per quanto riguarda la formazione, che il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha indicato tra i punti strategici del suo memorandum per uscire dalla crisi del settore. E mentre la sindaca Claudia Sereni ha lanciato l’idea di un tavolo metropolitano specifico per il distretto della pelletteria, e proprio ieri è arrivata finalmente la circolare Inps per la cigs, le associazioni di categoria stanno valutando il da farsi.
"Ogni iniziativa che spinga su una maggiore specificità – ha detto il presidente di Federmoda Firenze, Simone Balducci – è bene accetta. Ovviamente siamo disponibili a collaborare, se interpellati, in modo da portare il nostro contributo a sostegno delle aziende che in questo momento sono in profonda difficoltà". Il Mita spinge forte sia sul comparto pellettiero che su quello tessile e calzaturiero con corsi spalmati tra Scandicci, Prato, il grossetano e in altre zone della provincia di Firenze. Fino a oggi i numeri sono stati da record. Su quasi 1300 iscritti il 98% ha trovato un impiego grazie alle 200 aziende partner che collaborano con la scuola che, ricordiamolo, è un Its del ministero dell’Istruzione. Adesso serve un ulteriore passo in avanti con uno studio sui modelli di consumo e soluzioni per rifondare il sistema produttivo.
Fabrizio Morviducci