Firenze, 26 marzo 2015 - Il taglio degli alberi di via dello Statuto (le motoseghe sono entrate in funzione per una potatura "preliminare" all'abbattimento vero e proprio) per fare posto ai binari della linea 3 della tramvia continua a suscitare polemiche. Oltre alle proteste dei residenti c'è anche quella dell'associazione "Gabbie vuote" che, attraverso la sua presidente Mariangela Corrieri, chiede quanto meno il rinvio dell'operazione, ricordando che in questo periodo "alcune specie di uccelli stanno nidificando, altri hanno deposto le uova, altri ancora allevano i pulcini già nati come alcuni rapaci, animali particolarmente protetti".

Per questo Corrieri ha scritto al Comune di Firenze e alla Procura della Repubblica citando "la legge 189/2004 contro il maltrattamento di animali visto che il sindaco, secondo i Dpr 31 marzo 1979 e Dpr. 8 febbraio 1954 numero 320, è obbligato alla tutela e al controllo del benessere di tutti gli animali sul suo territorio". Corrieri decide di intitolare la sua lettera "L'uomo che abbatteva gli alberi", ironica rivisitazione del titolo del libro di Jean Giono "L'uomo che piantava gli alberi", un testo poetico sulla storia di un pastore francese, Elzéard Bouffier, che ha come missione di vita quella di piantare migliaia di alberi e ci riesce con metodica costanza.

​Corrieri insiste, comunque, sul rinvio: "Considerando che Fabrizio Bartaloni, presidente Tram di Firenze Spa, ha dichiarato un ritardo di oltre 4 mesi nelle opere, perché espropriare gli uccelli della loro casa quando si può aspettare che il ritardo si compia e gli animali riescano a diventare indipendenti quindi a trovarsi altri alloggi?  I cittadini che amano di Firenze anche quella poca natura misconosciuta dalle istituzioni, fazzoletti di prato trascurati, alberi capitozzati, piante abbattute e non sostituite, fiori invisibili, si sono lamentati e protestano per la loro impotenza a farsi ascoltare, a chiedere che non solo il cemento abbia spazio in questa città disorientata e impoverita ma anche quelle creature vive che sono le piante e gli animali di cui tutti noi ci alimentiamo per la bellezza e la pace che ispirano. Considerato quanto sopra, chiediamo quindi che si rimandi l'esecuzione degli alberi al momento in cui i pulcini siano in grado di spostarsi liberamente e si cerchi di salvare il maggior numero possibile di queste piante che rappresentano il giardino di ognuno. Chiediamo anche, a chi ne ha il dovere, il controllo che nessuna legge venga infranta".