Papa Tawadros, Francesca Campana Comparini, Paolo Gentiloni e Dario Nardella
Papa Tawadros, Francesca Campana Comparini, Paolo Gentiloni e Dario Nardella

Firenze, 12 maggio 2015 - Sì al pluralismo religioso, sì al dialogo, no all'estremismo che nega la dignità umana: l'apertura della seconda edizione del Festival delle Religioni, oggi a Firenze, è una dichiarazione chiara di intenti. Rafforzata dal riconoscimento speciale conferito al Papa copto Tawadros II, voce dei cristiani oppressi in Africa e Medio Oriente dai fondamentalisti. «I gruppi terroristici - ha affermato - vorrebbero trasmettere un messaggio di terrore e minaccia a tutti, in primo luogo ai cristiani». Così si è richiamato alla croce, «che non fa altro che darci più forza», Fouad Twal, patriarca latino di Gerusalemme, parlando della presenza cristiana nella Terra Santa dilaniata dal conflitto israelo-palestinese: «Sono convinto che in questa terra - ha detto - o vivremo insieme o moriremo insieme. in questo momento storico ho paura che prevalga il morire insieme. Per questo non possiamo rassegnarci ma dobbiamo continuare a sperare e lavorare su un futuro nuovo».

Il nemico non è l'Islam, affermano convinti il rabbino capo di Gerusalemme Rav Aryeh Stern e il grande studioso israeliano Rav Adin Steinsaltz. «Oggi si parla molto dell'estremismo islamico - ha spiegato Stern - ho incontrato numerosi capi islamici e questo non è assolutamente il loro modo di concepire e di vivere la religione». Israele però secondo Steinsaltz deve temere l'Iran, perché ha «sia l'estremismo religioso che quello politico». Il caleidoscopio religioso di questo Festival, per i suoi proponenti, non può però prescindere da una forte affermazione delle rispettive identità: «Il compito di questa epoca - ha affermato Francesca Campana Comparini, ideatrice della rassegna - non è ostinarsi nel trovare l'unità a tutti i costi annullando le contraddizioni, ma svelare le differenze: la pluralità è un valore da perseguire, esplorare, custodire». Il tutto, tenendo ferma la barra sul rispetto della dignità umana: «No alla pedagogia dell'odio», ha affermato nel suo intervento il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che ha evidenziato come le minoranze religiose siano combattute da chi vuole imporre una visione totalitaria, e per questo bisogna dire »no all'ignavia e all'indifferenza che aggrediscono la nostra cultura.