Fabio Giorgi, presidente cooperativa Maricoltura
Fabio Giorgi, presidente cooperativa Maricoltura

Firenze, 28 giugno 2020 -  Orate che arrivano dal mare incontaminato dell’isola di Capraia. E’ questa la specialità da acquistare nei punti vendita Unicoop Firenze per vedersi accreditati cento punti extra sulla carta socio. Domani sarà pubblicato sul nostro giornale il post-it coupon, da presentare alla cassa insieme al pesce, allevato in mare aperto a 36 miglia da Livorno dalla cooperativa Maricoltura e Ricerca, che ha fatto dell’ecosostenibilità e dell’innovazione i suoi punti di forza.
 

Otto le vasche con orate e branzini: le correnti che li costringono a un continuo movimento che migliora la qualità della loro carne. Dopo 18-24 mesi i pesci raggiungono la pezzatura minima, 450 grammi circa, e sono pronti per la vendita nei supermercati Coop.fi in Toscana. L’impianto di acquacoltura è nato nel 1998, da un progetto sperimentale promosso da Arpat per ridurre lo sforzo di pesca. E’ poi andato in disuso e nel 2006 le tre vasche, in stato di abbandono, sono state rimesse in moto dalla cooperativa Maricoltura e Ricerca. Il suo impianto è unico nel suo genere, perché situato in un parco marino protetto. "Abbiamo vinto una sfida – spiega Stefano Dini, socio della cooperativa Maricoltura e Ricerca – creando un impianto tecnicamente avanzatissimo, con difficoltà di gestione incredibili, ma che vanta un sistema di alimentazione dei pesci unico nel Mediterraneo". "La filiera delle orate allevate in mare aperto a Capraia e vendute nei reparti pescheria di Coop.fi è corta e garantita da controlli accurati sulla qualità di questo pesce d’eccellenza. Il prodotto è, infatti, il risultato di un progetto nato in collaborazione con la cooperativa Maricoltura e Ricerca, che, negli anni, si è affermato come modello di itticoltura studiato e monitorato a livello europeo", afferma Carlo Calusi, responsabile carni e pesce di Unicoop Firenze.