Dresda, 18 maggio 2018 -  Da sempre è conosciuta come la “Firenze sull’Elba, per la sua bellezza e per la sua vocazione culturale. E da 40 anni al capoluogo toscano è legata da un gemellaggio all’insegna dell’interscambio artistico, didattico ed economico. E’ con questo spirito e con un rinnovato desiderio di condivisione, che Dresda ha inaugurato le celebrazioni dedicate al rapporto di amicizia con Firenze. Un calendario di appuntamenti che è un vero e proprio festival lungo sei mesi, ricco di concerti, eventi culturali, esposizioni d’arte. 


Alla cerimonia d’apertura è intervenuta l’assessore al turismo e alle relazioni internazionali Paola Concia, che nella sede del Comune di Dresda ha rinnovato il rapporto d’amicizia con firma del “Patto”, così come avvenne nel 1978 con l’allora sindaco di Firenze Elio Gabbuggiani, e poi con la riconferma del sindaco Giorgio Morales.


Nel corso degli anni, oltre ai rapporti culturali si sono intensificati gli interscambi fra le scuole, come stanno facendo gli allievi dell’istituto alberghiero Bernardo Buontalenti e della scuola Waldorfschule. 
«La nostra è un’amicizia che diventa sempre più forte e viva con il passare del tempo - ha detto l’assessore Concia al turismo e alle attività politiche e diplomatiche -. Continueremo a costruire ponti e non muri. L’alleanza tra Firenze e Dresda può essere un simbolo e un modello contro l’odio e le divisioni che caratterizzano la nostra epoca».

 
Ospite d’onore della manifestazione, è stato poi il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt. Il quale ha sottolineato come le radici rapporto tra Firenze e Dresda risalgano al XVI secolo, quando   «il granduca Cosimo Primo dei Medici già nel 1500 donava a Dresda splendidi bronzi e rari alabastri del Giambologna - spiega _; e la collezione medicea, da allora, ebbe modo di arricchirsi progressivamente di opere d'artisti sassoni».


Rapporti culturali e scolastici, ma anche economici. Un contributo al festival del gemellaggio arriva non a caso dal gruppo Menarini, che a Dresda possiede da 12 anni un importante stabilimento, uno dei 16 centri di produzione, con circa 400 dipendenti.
Alla cerimonia sono intervenuti infatti il direttore dello stabilimento Edwin Anton e la dottoressa Valeria Speroni Cardi in rappresenza della sede fiorentina di Menarini, casa madre della multinazionale del farmaco.


Lo stabilimento di Dresda  fu acquisito nel 2006, per integrarlo nel suo network di siti produttivi ed essere capace di coprire le crescenti richieste dei mercati globali.  Il sito fu denominato  Menarini von Heyden, in onore di Friedrich von Heyden, considerato il fondatore dell’industria farmaceutica moderna, primo al mondo ad aver prodotto un principio attivo per via sintetica su scala industriale, l’acido salicilico (aspirina). Proprio nella sede di Dresda furono sintetizzate le prime quantità di acido acetilsalicilico, un derivato del salicilico. Lo stabilimento  tutt’oggi è sulla Leipziger Straße, nel cuore della capitale sassone Dresda.

Al momento dell’acquisizione, voluta da  Alberto Sergio Aleotti,   il Gruppo Menarini si impegnò a mantenere almeno 249 dipendenti e definì una strategia di investimento per ottenere i più alti standard di qualità, aumentare la capacità produttiva e fornire l'impianto con nuove attrezzature moderne ed efficienti.