Firenze, 21 febbraio 2018 - ​ La sua battaglia  è cominciata nel 2016 per sfiorare un sogno: farsi una passeggiata da casa fino in piazza del Duomo, magari sparandosi il suo Ligabue in cuffia, sbirciando il cielo e gli occhi delle persone. E non quell’incubo vissuto in sella alla sua carrozzina elettrica: scendere da un marciapiede, incappare sulle auto parcheggiate sugli scivoli per disabili, inchiodare e rifare il giro dall’altro lato, magari tenendo gli occhi puntati sulle ruote per paura si blocchino in una buca. Anche per tre volte in 200 metri. Lui, Andrea Mucci, 19enne fiorentino, inchiodato alle stampelle dalla nascita per colpa di una spasticità agli arti inferiori, lo sa bene: camminare per Firenze è una lotta. Anche per lui, che dietro due occhi elettrici nasconde la forza di un leone, quella che gli permette di giocare anche a basket nelle Volpi Rosse Menarini. Ma oggi quel sogno da miraggio è diventato (quasi) a portata di mano. «Un obiettivo – dice – che prima o poi raggiungeremo tutti insieme».

Per arrivarci  il 19enne, due anni fa, ha aperto «Contro ogni barriera» (andy98wordpresscomblog.wordpress.com), il blog dal quale pubblica ogni barriera architettonica che si è scavata la tana su strade e marciapiedi. «Ma soprattutto – spiega – le barriere create dai comportamenti delle persone». Prime fra tutte, le auto posteggiate sugli scivoli dei marciapiedi, contro cui cozzano le carrozzine e la felicità di chi ci siede sopra. Contro le quali Andrea ha lanciato l’hashtag su Twitter #mollaloscivolo «per sensibilizzare le persone a liberare dalle auto gli scivoli, perché l’accessibilità è un fatto di pura civiltà». E i risultati ci sono. «Finora gli scivoli che siamo riusciti a far realizzare in tutta la città sono una decina. L’ultimo è quello in via d’Annunzio». Tanto che Andrea e il suo blog due giorni fa hanno conquistato la IV edizione del «Premio Firenze - Ada Cullino Marcori», promosso dal figlio Roberto presso la Fondazione Spadolini Nuova Antologia presieduta da Cosimo Ceccuti. In commissione giudicatrice anche il direttore de La Nazione, Francesco Carrassi, il sindaco Dario Nardella e il rettore Luigi Dei.

Il motivo  del premio: l’impegno della campagna di Andrea che gli è valso il riconoscimento del direttore Carrassi come «Inviato lettore», per i suoi meriti di reporter civico. «Sono felicissimo di questo riconoscimento – commenta Andrea – e mi auguro che serva per far conoscere il blog e il suo messaggio: il bisogno fortissimo di civiltà, cittadinanza ed empatia che serve per rendere la città accessibile veramente a tutti». Il vero nemico? «L’indifferenza. Molti non capiscono come la gravità di un gesto come un posteggio sbagliato possa creare rabbia e frustrazione. Per questo è bene partire dai giovani». Giovanissimi come Andrea e, per dirla con Jorge Luis Borges, come tutte quelle persone che si ignorano. Ma che stanno salvando il mondo.