Famiglia
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Firenze, 26 marzo 2020 - Una lettera al sindaco di Firenze Dario Nardella, affinché consenta ai bambini di poter uscire almeno mezz'ora al giorno per fare una passeggiata. Nel documento, sottoscritto per ora da 131 genitori, si chiede al primo cittadino di adottare "uno specifico protocollo di comportamento che consenta alle famiglie di assicurare quotidianamente un tempo minimo all'aria aperta per i propri bambini", nel rispetto delle norme varate per fronteggiare l'emergenza coronavirus.

"Siamo preoccupati del fatto che nessuno si sia posto seriamente il problema dei bambini, delle loro esigenze primarie e delle conseguenze di una loro permanenza in casa prolungata" affermano i genitori. "Rispettiamo il diritto che avete riconosciuto ai cani di poter espletare all'aperto i loro bisogni fisiologici in ripetute passeggiate nel corso di una giornata" proseguono, ma "pretendiamo che le istituzioni diano una risposta chiara alla ragionevolezza, proporzionalità, necessità, sostenibilità dei singoli provvedimenti emergenziali che vietano ai bambini di uscire anche solo per un'ora".

"Non vogliamo sostituirci a chi ha le competenze per dare le indicazioni - precisano -, riteniamo però che sia discutibile la raccomandazione di inibire ai bambini ogni possibilità di uscire di casa per fare una passeggiata all'aperto (intendiamo lo sgranchirsi le gambe facendo un giro dell'isolato), ovviamente non al fine di creare assembramenti". "L'Oms - ricordano - ha recentemente raccomandato sia agli adulti che ai bambini, là dove possibile, di continuare a fare brevi passeggiate". Questa mattina il garante dell'infanzia e dell'adolescenza della Toscana, Camilla Bianchi, ha dichiarato il suo sostegno alla richiesta dei genitori.

A stretto giro di posta la replica del sindaco: «Non credo sia necessario l'ennesimo protocollo. Le indicazioni delle autorità sanitarie valgono per tutti, bambini e adulti. Non è vietato fare due passi vicino a casa, basta evitare assembramenti per non rendere vano il sacrificio che stiamo facendo tutti», ha detto Dario Nardella in risposta alla lettera.