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22 giu 2022

Caro energia e condizionatori. Negli uffici pubblici restano accesi

Comune, Citta Metropolitana e Regione rispettano le nuove regole sulle temperature imposte da Draghi. Ma nessuno li spegne per dare il buon esempio. Giani: "Gli interventi spot non bastano"

22 giu 2022
In giorni da bollino rosso è meglio non farci trovare impreparati
In giorni da bollino rosso è meglio non farci trovare impreparati
In giorni da bollino rosso è meglio non farci trovare impreparati
In giorni da bollino rosso è meglio non farci trovare impreparati

Firenze, 23 giugno 2022 - "Vogliamo il condizionatore d’aria acceso o la pace?". E’ sempre stata netta la posizione del premier Mario Draghi riguardo al risparmio energetico in questi tempi resi difficili dal conflitto fra Russia e Ucraina. Il presidente del consiglio, oltre a varare regole precise per gli uffici pubblici, per rendere forte e chiaro il suo messaggio in una delle prime giornate calde di maggio ha dato disposizione di spegnere l’impianto di condizionamento nell’aula del Senato. Ma in questi giornate torride, negli uffici pubblici, che sta succedendo.

In Palazzo Vecchio e in Palazzo Medici Riccardi rispettivamente sedi del Comune e della Città Metropolitana l’unico provvedimento preso per far fronte alla crisi energetica è stato quello di non accendere i condizionatori fino al 15 giugno, con quindici giorni di ritardo rispetto alla data consueta. Dopodiché, fatte le opportune valutazioni la direzione generale di entrambi gli enti ha valutato che proprio queste giornate in cui la colonnina di mercurio è salita oltre tutte le medie del periodo, non sono i più adatti per spegnere i condizionatori. Va detto che molte delle sedi degli uffici sono in palazzi storici dove gli impianti di condizionamento non possono essere installati. Fatti due conti, quindi, l’idea del risparmio energetico è stata rinviata a una stagione più tiepida.

Nessun tipo di intervento in questi giorni nemmeno sul fronte degli uffici regionali. "E’ un tema che abbiamo ben presente – risponde il presidente Eugenio Giani – e Draghi ha fatto bene a dare un segnale così forte, stiamo valutando le misure da adottare alla luce di quel che può succedere. Ma vareremo norme organiche per ottenere risparmi che siano significativi. Non credo che interventi spot su qualche assemblea regionale possano essere risolutivi". In ogni caso sulla base delle disposizioni già date dal governo Draghi dal 1 maggio scorso la temperatura del condizionatore in tutti gli edifici pubblici non può essere inferiore ai 27 gradi, con due gradi di tolleranza. Di fatto il limite reale è 25 gradi. Non vale per ora per le case private, ma solo per pubblici uffici, e anche nelle scuole. La regola salva-energia non è prettamente estiva, resterà infatti in vigore fino al 31 marzo del 2023. E il limite per il periodo invernale è che non si potrà salire al di sopra dei 19 gradi, anche qui con due gradi di tolleranza. Quindi 21 gradi.

Pa.Fi.

 

 

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