Firenze, 22 giugno 2018 - La corte d'assise di Ravenna ha condannato all'ergastolo il dermatologo Matteo Cagnoni, 53 anni, al processo per l'omicidio pluriaggravato della moglie, la 39enne Giulia Ballestri ammazzata a bastonate la mattina del 16 settembre 2016 in una villa di famiglia da tempo disabitata nel centro della città. L'imputato è stato condannato anche al risarcimento di tutte le parti civili. Novanta giorni per le motivazioni.

Cagnoni, fiorentino, aveva lavorato tra l'altro anche all'ospedale di Careggi. La difesa voleva l'assoluzione con la formula "per non aver commesso il fatto".

Cagnoni fu fermato vicino alla villa paterna a Firenze tre giorni dopo il ritrovamento del corpo senza vita della moglie. L'omicidio avvenne il 16 settembre 2016. Al termine del dibattimento il medico aveva rilasciato dichiarazioni spontanee ribadendo la propria innocenza.

"Amavo Giulia - ha detto Cagnoni in aula - era il mio baricentro. Dentro aveva qualcosa di speciale". "Voglio esprimere qualche considerazione mai emersa nel processo sul mio rapporto con Giulia - ha poi detto Cagnoni - Ho sentito di rimando una frase che avrebbe rappresentato il nostro rapporto, che non trova invece assolutamente una corrispondenza: lo schema 'taci e sii bella'. E' una cosa che non mi appartiene, non è mai stato così nè nel corso del matrimonio, nè durante la crisi. Giulia l'ho conosciuta prima come paziente, quando era affetta da un'acne severa su tutto il viso, e non ne avevo ancora percepito la bellezza: ma che avesse qualcosa di speciale dentro sì. Poi l'ho guarita e ci siamo iniziati a frequentare. Ciò che mi ha colpito subito tantissimo di lei è stata la sua semplicità, la sua simpatia e la sua capacità veloce di battuta, caratteristica quasi maschile. Mi sono reso conto che in sua compagnia mi divertivo come se fossi con un amico e che quando non ero con lei il mondo si ingrigiva. Nel periodo felice lei diceva sempre una frase che ho stampato in mente: 'Io e te siamo perfetti, dove non arrivi tu arrivo io, e dove non arrivo io arrivi tu'. Nella lettera che mi mandò a San Valentino 2012 mi scrisse: 'Ti amo sempre di più': e c'è qualcuno che invece insinua che non mi abbia mai amato. Io a Giulia chiedevo tutto: pareri sulle persone, che lei capiva prima di me, consigli sul mio lavoro; mi fidavo della sua parola. Stavo bene con lei più che con chiunque altro, e uscire una sera senza di lei significava per me sprecare una serata, poi non trovavo giusto lasciarla sola coi bambini. E' sempre stata il mio baricentro esistenziale. Una mia amica venuta a trovarmi in carcere qualche giorno fa mi ha detto 'Ti ho trovato sereno'; è così perchè so di essere innocente, non ho mai pensato neanche per un secondo di uccidere Giulia, e poi ho tre figli che hanno bisogno di me e hanno un trauma spaventoso addosso"