DIANDREA SETTEFONTI
Cronaca

Bimbi del Morrocco e Vajont. Un abbraccio lungo 60 anni

I piccoli delle elementari si recarono a Longarone a portare la loro solidarietà

di Andrea Settefonti

"Le croci erano tutte bianche e i fiori tutti colorati. Quando entrammo, il cimitero pareva un bel giardino, ma triste".

Sono passati 60 anni dalla tragedia del Vajont, una catastrofe che cancellò quasi duemila vite e che è ricordata come il più grande disastro del dopoguerta.

Ma a tenere vivo il ricordo delle povere vittime della sciagura avvenuta la sera del 9 ottobre del 1963 sono le frasi nei diari di classe dei ragazzini della scuola elementare del Morrocco a Tavarnelle che si recarono a Lavarone in segno di solidarietà con i loro coetanei.

Quelle frasi, "pensavamo a quelle povere famiglie. Dicemmo le preghiere per le anime dei morti e andammo via molto commossi", quelle pagine di diario scritte sessanta anno fa, diventano oggi un libro.

Il Comune di Barberino Tavarnelle ha, infatti, deciso di pubblicare il diario con i temi scolastici scritti in aula dagli allievi di allora della classe del Morrocco, la scuola che organizzò il viaggio di solidarietà a Longarone, uno dei Comuni più colpiti dal disastro del Vajont. Un libro che suggella 60 anni di memoria, di amicizia, di una storia che unisce due paesi.

Negli anni sono stati organizzati eventi culturali, mostre, visite e scambi reciproci e da alcuni giorni l’amministrazione comunale chiantigiana in collaborazione con Longarone e l’Istituto comprensivo Don Milani ha prodotto un cofanetto che comprende il volume "La fiera dei sogni" con appunto gli scritti degli alunni e un docufilm, "La valigia dei Baci" di Andrea Bruno Savelli.

Tra i bambini del Morrocco di allora, oggi quasi settantenni, ci sono Giuliana Barbetti, Grazia Daddi, Simone Daddi, Tina Silei, Anna Rustioni e tanti altri. Loro, studenti di terza e quarta della scuola elementare del Morrocco, nella primavera del 1964 si recarono a Longarone per esprimere vicinanza e affetto ai coetanei sopravvissuti alla tragedia della diga del Vajont.

Erano studenti di una scuola di campagna, che non avevano mai messo piedi oltre il proprio territorio né avevano idea di cosa volesse dire spostarsi in treno.

Gli studenti furono accompagnati da una maestra appassionata e sensibile, Anna Cetica, che insegnava la vita e una direttrice altrettanto rivoluzionaria, Lea Verdi, venute a mancare entrambe da qualche anno, che si opposero alle regole del tempo e organizzarono la visita scolastica che sarebbe diventata poi esemplare, passata alla storia come la prima gita italiana educativa di supporto solidale ai più deboli.

Da allora i bambini di Tavarnelle e Longarone non si sono mai lasciati, sono cresciuti anno dopo anno, divenendo adulti insieme nel ricordo di quanto condiviso, organizzando visite e occasioni culturali, sportive e momenti di aggregazione reciproca.

L’ultima, alcuni giorni fa con il sindaco David Baroncelli, il consigliere regionale Massimiliano Pescini, la dirigente scolastica Maria Pia Misiti, studenti e cittadini.

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