Betori e Nardella, Pasqua di saluti. Scenari nuovi per la successione

Sempre più vicino il passaggio di pastorale: sta prendendo corpo l’ipotesi che sia promosso un sacerdote. Meno sicuro l’arrivo di monsignor Baturi, restano don Bulgarelli, padre Cannistrà, o un nome a sorpresa.

Betori e Nardella, Pasqua di saluti. Scenari nuovi per la successione

In alto, folto pubblico allo Scoppio del Carro; qui accanto, il cardinale Giuseppe Betori

È stata la Pasqua dei saluti, quelli del sindaco Dario Nardella, ai suoi ultimi impegni istituzionali da primo cittadino, e dell’arcivescovo Giuseppe Betori, che giovedì scorso alla messa crismale nell’annunciare l’ormai prossimo passaggio di consegne alla guida della chiesa fiorentina ha ricevuto l’applauso dei suoi preti. Una festa diversa dalle altre, ma con il consueto colpo d’occhio di 5.000 persone che, nonostante il tempo brutto, con anche un po’ di pioggia, hanno riempito piazza del Duomo e la cattedrale. Come da tradizione anche la folla degli spettatori ha ricevuto la benedizione del cardinale Betori che ha fatto un giro più lungo del solito di tutta la piazza e ha benedetto il Brindellone prima che fosse ‘acceso’ scortato dal sindaco Dario Nardella e dal governatore Eugenio Giani. Ultima Pasqua da arcivescovo, quindi, per Betori, in attesa che venga annunciato il nome del successore.

A tale proposito i giochi non sarebbero ancora fatti: nei giorni scorsi pareva imminente la nomina sulla cattedra di San Zanobi dell’arcivescovo di Cagliari monsignor Giuseppe Baturi, 60 anni, segretario generale della Cei, ma adesso la candidatura pare calata di priorità anche per difficoltà oggettive di copertura della sede sarda. Si stanno valutando altre opzioni, puntando su una figura autorevole di sacerdote non della nostra diocesi, da eleggere prima vescovo e poi arcivescovo. La recente nomina del nuovo nunzio in Italia, monsignor Petar Rajič, non avrebbe rallentato le consultazioni, che sono in forma epistolare, per poi consegnare al prefetto del Dicastero per i vescovi, il cardinale agostiniano Robert Francis Prevost, 67 anni, che domenica prossima presiederà la messa in Santo Spirito, con il priore e amico padre Giuseppe Pagano, la terna ultima da presentare a Papa Francesco, l’unico che alla fine deciderà. Restano in corsa due figure, la prima più accreditata rispetto alla seconda, vale a dire don Valentino Bulgarelli, 55 anni, bolognese, preside della facoltà teologica dell’Emilia Romagna e direttore dell’Ufficio catechistico della Cei, della quale è sottosegretario, e padre Saverio Cannistrà, 65 anni, docente alla Pontificia Università Gregoriana e alla facoltà teologica fiorentina, ma non è escluso che il terzo nome, che per ora si può indicare solo come sacerdote X, alla fine sia quello buono. I tempi: l’arcivescovo Betori, fino a venerdì sera, sarà a Catanzaro, ospite della diocesi di monsignor Claudio Maniago insieme a un gruppo di sacerdoti di recente ordinazione, così come l’anno scorso è stato in visita a Salerno da monsignor Andrea Bellandi, pertanto l’annuncio potrebbe arrivare da sabato in poi, ma è più probabile slitti ancora di qualche giorno, per un passaggio di pastorale ipotizzabile a fine giugno, magari per la festa di San Giovanni, o anche dopo. L’aria che si respira in piazza San Giovanni è comunque distesa.

L’accensione del Carro, ha affermato l’arcivescovo di Firenze all’omelia, "è per me ogni volta una profonda emozione". E poi un monito finale, dopo aver espresso preoccupazione per il "futuro dell’umanità" messa in crisi dal calo della natalità, dall’incertezza del lavoro, che lo rende pericoloso, della condizione critica delle carceri, dello scarso rispetto della vita e dagli eccessi dell’intelligenza artificiale, "nella consapevolezza che non sarà mai un’intelligenza umana". "Quella luce non può esaurirsi in uno scoppio, tanto meno di un carro, ma necessita di continuità operosa, esige di risplendere in ogni nostro agire quotidiano".

Duccio Moschella

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