Una manifestazione a sostegno dei lavoratori Bekaert
Una manifestazione a sostegno dei lavoratori Bekaert

Firenze, 13 ottobre 2019 - «Siamo al fianco dei lavoratori della Bekaert di Figline per mettere l’azienda di fronte alle proprie responsabilità e trovare una soluzione rapida e certa a tutela di chi lavora». Scendono in campo anche i parlamentari del Pd Luca Lotti, Andrea Marcucci, Dario Parrini, Caterina Biti, Laura Cantini, Filippo Sensi.

«Ancora una volta ci troviamo di fronte a un comportamento irresponsabile che mette a repentaglio professionalità, posti di lavoro e le vite di centinaia di persone – sottolineano i parlamentari democratici eletti in Toscana – Abbiamo chiesto al Mise e alla sottosegretaria Alessia Morani di seguire da vicino e di mettere in atto ogni azione possibile per scongiurare un esito che sarebbe drammatico per le famiglie coinvolte e per tutto il territorio toscano, già colpito duramente da crisi aziendali».

Bekaert ha avviato una nuova procedura di licenziamento collettivo per i 224 lavoratori della fabbrica di Figline Valdarno (Firenze) che sono in cassa integrazione straordinaria fino a fine anno. L’azienda ha spiegato di aver avviato «come già previsto nell’accordo di ottobre scorso, e cioè entro i 75 giorni precedenti la scadenza della Cigs, la nuova procedura di licenziamento collettivo per il personale che sarà ancora in forze al 31 dicembre 2019», sottolineando che finora «sono stati raggiunti risultati positivi in termini di ricollocamenti, ma i contatti avviati con potenziali investitori non hanno ancora portato a una proposta concreta o alla presentazione di un business plan in grado di assicurare l’occupazione dei lavoratori rimanenti». Da qui la decisione del licenziamento collettivo, «essendo prevedibile che Bekaert Figline si troverà ancora in una situazione di eccedenza occupazionale a fine 2019». La decisione della multinazionale ha scatenato l’immediata reazioni dei lavoratori, dei sindacati e delle istituzioni.


«Si tratta dell’ennesimo atto di arroganza padronale di questa multinazionale. Chiediamo il ritiro della procedura e la proroga della cassa integrazione per cessazione di attività. Questi lavoratori, il territorio, le istituzioni non possono accettare l’ennesimo ricatto» accusa il segretario della Fiom Cgil di Firenze, Daniele Calosi. Per Calosi «così torneremo a trattare con i licenziamenti puntati alla testa. Ritengo inoltre grave che Confindustria Firenze agisca per conto di Bekaert nonostante questa non sia neanche più associata. Avevamo richiesto a Confindustria un confronto sulla gestione delle crisi, previsto per il 29 ottobre. Stante i fatti, però, non c’è più motivo di vedersi: se per gli industriali le crisi si affrontano coi licenziamenti, per la Fiom non ci sono le condizioni per un dialogo».

«Serve una reazione forte e unitaria – aggiunge Calosi –, perciò come Fiom lavoreremo affinché il 24 ottobre, giorno in cui è convocato il tavolo di confronto al Mise, i lavoratori e le loro famiglie siano in presidio sotto la sede del ministero e auspichiamo che il tavolo sia presieduto dal Ministro Patuanelli in persona».

Per la segretaria della Cgil fiorentina Paola Galgani, «al Mise chiediamo un maggior impegno del ministero. Questa situazione mi fa anche dire che le associazioni di impresa dovrebbero svolgere fino in fondo il proprio ruolo sociale e politico e non limitarsi ad ascoltare e riportare le scelte delle aziende». La segretaria della Cgil Toscana Dalida Angelini sottolinea che «è inaccettabile che Bekaert voglia stare al tavolo di trattativa e partecipare agli incontri in sede governativa con la pistola del licenziamenti puntata alla tempia dei lavoratori. Come Cgil Toscana saremo al loro fianco».

«Impossibile veder licenziare i lavoratori Bekaert senza provare ad accelerare con l’azione istituzionale – sottolineano l’onorevole Stefano Mugnai, vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera e coordinatore regionale degli azzurri toscani, e il capogruppo regionale di Forza Italia, Maurizio Marchetti – la multinazionale belga si dimostra ancora una volta spregiudicata, ma non possiamo accettare in silenzio questa nuova ferita inferta ai livelli occupazionali e produttivi del Valdarno. Per questo, mentre alla Camera abbiamo già in iter l’interrogazione per sollecitare il Governo, in Regione rilanciamo con una mozione da portare già nella prossima seduta consiliare».