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14 giu 2022

Bancarotta “Conte of Florence“, tutti salvi

Era finita sotto accusa l’operazione di vendita del marchio a una società bulgara. Nel 2018, il fallimento

14 giu 2022
Una sfilata del marchio di abbigliamento Conte of Florence: nel 2018, l’azienda fallì
Una sfilata del marchio di abbigliamento Conte of Florence: nel 2018, l’azienda fallì
Una sfilata del marchio di abbigliamento Conte of Florence: nel 2018, l’azienda fallì
Una sfilata del marchio di abbigliamento Conte of Florence: nel 2018, l’azienda fallì
Una sfilata del marchio di abbigliamento Conte of Florence: nel 2018, l’azienda fallì
Una sfilata del marchio di abbigliamento Conte of Florence: nel 2018, l’azienda fallì

Sono stati assolti, dall’accusa di bancarotta, i vertici dell’azienda Conte of Florence, storico marchio dell’abbigliamento con sede ad Altopascio ed evidenti richiami a Firenze, dichiarato fallito nel 2018 con 21 milioni di passivo.

Il dispositivo è stato pronunciato ieri nei confronti di Valerio Lusini, 74 anni, ex manager dell’azienda, e Francesco Frattini, rappresentante di una società bulgara che acquisì il marchio. L’assoluzione di Lusini e Frattini, difesi dagli avvocati D’Avirro del foro di Firenze e Tognato e Vivoli del foro di Livorno, porta alla revisione anche della posizione di un altro imputato, Massimo Tassinari, che aveva inizialmente optato per un patteggiamento.

In base alle indagini della Procura di Lucca, la Conte of Florence, nel 2015, sarebbe stata privata di uno dei suoi beni essenziali: il marchio. Lo stesso che sarebbe stato ceduto, svendendolo secondo gli inquirenti, a una società bulgara con sede a Sofia, la Pentacompany. Il prezzo di cessione: 1 milione e 300mila euro a fronte di un valore di mercato di quasi 3 milioni di euro. L’azione sarebbe stata compiuta da Tassinari il 20 marzo 2015 nei confronti della società bulgara, controllata di fatto per le Fiamme Gialle, da Lusini. Secondo le indagini, la Conte nel periodo successivo, avrebbe poi acquistato il ramo d’azienda di altre società, accollandosi di fatto debiti che l’avrebbero esposta fortemente in passivo. La Procura imputava a Lusini anche il ruolo di amministratore ’occulto’ della Conte of Florence. Durante l’udienza, si era costituito parte civile il curatore fallimentare della società, perché Lusini, Frattini e Tassinari avrebbero compiuto operazioni dolose che avrebbero aggravato il dissesto della Conte già fallita, producendo una sorta di ’ulteriore buco’ di 15 milioni di euro.

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