Nicoletta e Filippo. Da oggi sono costretti a stare a casa senza lavoro
Nicoletta e Filippo. Da oggi sono costretti a stare a casa senza lavoro

Firenze, 26 giugno 2020 - «Non me l’aspettavo, non è giusto colpire le persone che provano a rialzare la testa così". Non si raccapezza, piuttosto schiuma rabbia, Giuseppe Masucci di quegli 8.500 euro di multa ("Una mazzata") che sua figlia, una piccola imprenditrice del settore ristorazione, si è vista piovere in testa come una mannaia insieme alla saracinesca del bar che le "hanno tirato giù davanti agli occhi" per "una dimenticanza burocratica di qualche ora legata alla registrazione del contratto part time di un nuovo dipendente".

La giovane Masucci gestisce tre bar in città, uno in via degli Artisti, un altro in via Corridoni e un terzo in via Maragliano, ancora non inaugurato a causa dei ritardi dovuti al lockdown di marzo. "Il 3 giugno due attività hanno riaperto – dice Masucci – ma gli incassi, come avevamo previsto, si sono rivelati fin da subito bassissimi, neanche un terzo di quello che incassavano prima. Tuttavia siamo rimasti aperti per provare a galleggiare e vedere se usciamo da questo empasse...". Fino a ieri, il giorno della beffa.

I fatti. "Stamani (ieri mattina ndr) al Caffè Sofia di via degli Artisti abbiamo ricevuto la visita di due ispettori del lavoro. – dice Masucci – Hanno fatto un sopralluogo e hanno chiesto la documentazione dei contratti dei due dipendenti del bar".
Nessun problema per la ragazza che lavora al banco, regolarmente assunta da tempo. Guai grossi invece per il ragazzo della cucina, ieri (beffa nella beffa) al suo primo giorno di lavoro. Il suo contratto non risultava agli ispettori. Eppure c’era, anche se non ancora regolarmente registrato. Giuseppe spiega tutto:
"So bene come funzionano le cose, abbiamo numerosi dipendenti regolarmente assunti a cui, tra parentesi, durante il lockdown abbiamo anche pagato di tasca nostra la cassa integrazione visto che Stato e banche non sono pervenuti" premette

Matucci che poi viene al sodo. Perché dunque il ragazzo di via degli Artisti non risultava regolarmente contrattualizzato? "Molto semplice, perché non abbiamo fatto in tempo per qualche ora. – spiega – So che la dichiarazione dei contratti va fatta il giorno prima dell’inizio del lavoro e così abbiamo fatto inviando tutta la regolare documentazione alla nostra consulente del lavoro. Purtroppo lo abbiamo fatto il 24 giugno, festa del Patrono, e lei non è riuscita a fare la registrazione che avrebbe comunque fatto entro oggi (ieri ndr)".
Purtroppo per Masucci però sono arrivati prima gli ispettori che non hanno voluto sentir ragioni. "Ma dico io – prosegue nel suo sfogo – ci rendiamo conto? Ho mostrato tutti i certificati inviati a dimostrazione della nostra buonafede. Non abbiamo mai fatto nulla fuori regola e per un cavillo di qualche ora ci danno questa mazzata".
Ora il bar resterà chiuso perché "non posso spendere i soldi per la revoca dell’ordinanza". "Gli ispettori con la loro intransigenza assurda hanno così fatto perdere soldi e lavoro ai due ragazzi".
© RIPRODUZIONE RISERVATA