Firenze, 2 novembre 2015 - Anche gli artigiani toscani sono coinvolti nella realizzazione di alcuni oggetti legati alla visita del Papa in programma a Firenze il 10 novembre. Paramenti e vesti liturgiche, ma anche suppellettili, arredi e oggetti sacri per la celebrazione sono Made in Florence. Casula e mitra per il Papa, con annesse casule per due concelebranti principali e quattro dalmatiche per i diaconi, sono state realizzate e donate dall'Antico Setificio Fiorentino, antica struttura di San Frediano oggi riportata in attività dallo stilista e imprenditore Stefano Ricci.

Le croci sono derivate da mosaici del Battistero di San Giovanni mentre la croce centrale è disegnata da Paolo Penko e derivata dalla croce di San Giovanni Battista dell'olio su tavola «San Giovanni Battista» di Andrea del Sarto). Il camice è eseguito dalla madre di un giovane prete fiorentino sul modello di quello che Paolo VI indossò a Firenze nella Messa da lui celebrata in Cattedrale nella notte di Natale del 1966.

L'artista orafo Paolo Penko ha firmato il Calice, realizzato in bronzo argentato e dorato e il nodo, al centro, è formato da una sfera in maiolica color blu lapislazzuli. Turibolo e navicella del primi del 1600 sono stati restaurati sempre dal maestro Penko, che ha realizzato anche la Croce Fiorentina in bronzo brunito. E ancora, 600 pissidi per la distribuzione della Santa Comunione sono state realizzate in maiolica da un gruppo artigiani di Montelupo, mentre 250 casule per i Cardinali e Vescovi concelebranti, donate dall'Opera di Santa Maria del Fiore, sono state realizzate dalla ditta Gamma di Felisi (Lucca), su disegno di don Simone Pifizzi.

L'altare disegnato dall'architetto Riccardo Damiani è stato realizzato in legno dai detenuti del carcere di Sollicciano. Poi le opere d'arte collocate sul presbiterio: un Crocifisso trecentesco di proprietà del notaio Massimo Ersoc, concesso per l'occasione all'Arcidiocesi di Firenze, attribuibile alla cerchia dell'Orcagna; insieme all'Annunciazione, opera in terracotta di Antonio Berti del 1946, realizzata come immagine per un tabernacolo per il paese natale dell'artista San Piero a Sieve.