CARLO CASINI
Cronaca

Argini dell’Ema fatiscenti: "I muri di contenimento si sgretolano in mano". E al Galluzzo c’è paura

A rischio le case sul terreno alluvionato di via Cave di Monteripaldi. La piena del 5 novembre: l’acqua è salita di un metro e mezzo in due ore.

Argini dell’Ema fatiscenti: "I muri di contenimento si sgretolano in mano". E al Galluzzo c’è paura

Argini dell’Ema fatiscenti: "I muri di contenimento si sgretolano in mano". E al Galluzzo c’è paura

"Gli argini lungo l’ Ema che dal Molino Nuovo vanno alle Cascine del Riccio versano in una condizione scandalosa". È una denuncia senza mezzi termini quella che arriva da parte di alcuni residenti del Galluzzo, le cui case sorgono sul terreno alluvionabile di via Cave di Monteripaldi. Il problema più grave – spiega Guido De Barros – è lo stato dei muri di contenimento dell’argine, col calcestruzzo che si sgretola sotto le dita, mentre per metri e metri la base è frantumata e i ferri dell’armatura interna sono scoperti." In alcuni punti il muro è addirittura crollato. "Già tre anni fa – sono le parole di Giovanni Viviano - avevo segnalato personalmente al Quartiere 3 un tratto di muro franato in corrispondenza della curva delle Cascine del Riccio, ma non è stato realizzato alcun intervento di risanamento."

"Un argine così fatiscente è lo specchio di anni d’incuria e negligenza – De Barros -, resa ancora più grave in epoca di cambiamenti climatici, bombe d’acqua, alluvioni. Vivo qui da 11 anni e ricordo con terrore il 2013 quando una notte di novembre mi sento bussare alla porta dalla Protezione civile, che mi allerta su un possibile imminente straripamento del fiume. Ci inviarono a spostare le auto e star pronti a lasciare le nostre abitazioni. Anche lo scorso novembre, mentre la Toscana veniva flagellata dalle alluvioni, l’Ema ha registrato una piena anomala: nella notte tra il 5 e il 6 novembre in appena due ore l’acqua è salita di oltre un metro e mezzo".

Un’inondazione scampata, che peraltro non sarebbe stata neanche la prima: "Nel 1992 si allagarono le case a pian terreno – ricorda Viviano -. Da allora diverse volte abbiamo visto l’acqua uscire per strada, ma senza raggiungere le abitazioni. Nel corso degli anni più volte abbiamo raccolto firme per ottenere l’attenzione dell’amministrazione competente, ma senza successo." Dal ’92 ad oggi alcuni interventi sono stati realizzati, tra cui la cassa di espansione a sfioro lungo la tratta, è l’innalzamento del ponte che dal Galluzzo porta alla Certosa "Ma non è assolutamente abbastanza – commentano altri residenti -, perché tra le famiglie che popolano la nostra zona ci sono moltissimi anziani e bambini, e sappiamo che il tempo di esondazione del fiume è di appena 15 minuti. Ci dite come faremmo a farli evacuare in tempo? La Protezione civile ci ha spiegato che l’Ema è un fiume di terza categoria e che la manutenzione degli argini, a carico del consorzio di bonifica, è stata segnalata più volte come necessitante di intervento".

C.C.

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