Cappella di Semifonte
Cappella di Semifonte

Barberino Tavarnelle (Firenze), 20 luglio 2020 - Si aprirà in autunno con il coordinamento dell'Università di Firenze la nuova fase del progetto archeologico internazionale dedicato alla "città-mito" di Semifonte. Nelle aree in cui gli strumenti di archeologia leggera, utilizzati nelle passate attività, hanno rilevato "anomalie", cumuli e presenze, nel sottosuolo di strutture che possono essere riferite alla fortificazione rasa al suolo dai fiorentini nel 1202. Così il team di archeologi dell'Università di Firenze, coordinato dal professor Guido Vannini, che segue il progetto ormai da anni, procederà con lo scavo archeologico, un programma di indagini e saggi di accertamento.

Sono due le fasi che saranno realizzate con l'obiettivo di portare avanti il percorso di studi archeologici alternato tra l'autunno e la primavera. "Tra pochi mesi, dopo l’estate, - spiega il professor Guido Vannini - avvieremo la campagna di piccoli scavi localizzati sulla collina di Semifonte che riguarderà le aree individuate evidenziate dalle indagini geofisiche effettuate in precedenza. I sondaggi saranno affiancati dalle prospezioni e saranno sia fuori terra che interrate. Il programma procederà in primavera e in base ai risultati che emergeranno da questa prima campagna di scavi procederemo con lo scavo in maniera più estesa. Il progetto è maturo, infatti, per verificare, attraverso lo scavo, la presenza di possibili strutture la cui traccia nel sottosuolo è stata segnalata dai ricercatori geofisici. I saggi stratigrafici localizzati ci permetteranno dunque di interpretare al meglio quello che si cela ancora sotto la collina di Semifonte, scoprire e conoscere la vita della città scomparsa".

"L'archeologia pubblica è un'attività culturale sulla quale investiamo con convinzione - commentano il sindaco David Baroncelli e l’assessore alla cultura Giacomo Trentanovi -. Il progetto di Semifonte di caratura internazionale ci permette di camminare sulle tracce della nostra identità, di ricostruire la storia e la memoria di un luogo che molto ha ancora da raccontare, immerso tra Medioevo e Rinascimento. La riscoperta di queste terre è volta non solo all'approfondimento delle origini della Valdelsa nello scacchiere storico-culturale caratterizzato dalla presenza di Firenze e Siena, ma ci invita a valorizzare e promuovere nuove forme e modalità di fruizione turistica legate alla potenzialità contemporanea della cultura archeologica".

Le ricerche storiche e archeologiche in corso hanno un respiro internazionale e sono coordinate dalla cattedra di Archeologia medievale dell'Università degli Studi di Firenze, diretta dal professor Michele Nucciotti, in collaborazione con l'istituto per Tecnologie applicate ai beni culturali (CNR, Roma) e l'istituto di Archeologia e Etnologia dell'Accademia polacca delle Scienze di Varsavia.


Ilaria Biancalani