Antonella Bundu, candidata sindaca della sinistra (New Press Photo)
Antonella Bundu, candidata sindaca della sinistra (New Press Photo)

Firenze, 8 aprile 2019 - Grave episodio di razzismo denunciato da Antonella Bundu, la candidata sindaca di una serie di forze della sinistra. "Mi ha appena chiamato mio cugino J _racconta Bundu su Facebook_ , era sconvolto. Era alla fermata del tram a Firenze, quando un gruppetto di ragazzi gli ha chiesto cosa stesse guardando con aria di sfida. Hanno cominciato a urlargli contro, dandogli del negro di m...e lo hanno minacciato di morte. J ha chiamato i carabinieri che non sono venuti, ma che lo hanno richiamato successivamente per sapere se c'era ancora bisogno, dopo che i ragazzi se ne erano già andati".

Bundu prosegue il suo racconto: "Un signore italiano ha preso le sue difese, dicendo ai ragazzi che erano loro delle m...e una signora lo ha calmato, dicendogli di non reagire (mio cugino è grosso, e ha fatto bene a non menarli). J adesso ha paura, perché se il branco di fascisti si sente di poter agire in pieno giorno, in pubblico così, significa che c'è qualcosa che non va e questo clima di odio va interrotto prima che sia troppo tardi".

Sull'episodio è intervenuto il sindaco Dario Nardella: "Quanto successo è gravissimo. Siamo pronti a mettere a disposizione delle Forze dell'ordine le immagini registrate dalle telecamere del Comune". Nardella aggiunge che "Firenze è una città aperta, civile e plurale. Questi gesti non appartengono alla nostra storia e alla nostra cultura".

Solidarietà arriva anche da Tommaso Grassi, capogruppo a Palazzo Vecchio di Frs e tra i papabili candidati alle prossime europee nella debuttante "La Sinistra": "Fascisti che si permettono di offendere un nostro concittadino per il colore della pelle arrivando persino a minacciarlo di morte. In pieno giorno, alla fermata del tram. Questo clima mi fa paura, sono molto preoccupato. Non possiamo accettare che a Firenze, nella nostra città, che ha fatto dell'accoglienza, della lotta al fascismo e al razzismo una propria bandiera, ci sia chi si sente legittimato a fare ciò. Non rimango in silenzio, il fatto è serio e grave".