Altri guai per il picchiatore: "Rapinò l’amico della chat"

Kevin Mingoia è gia a processo per il pestaggio su commissione alla barista. Ora è indagato anche per un’estorsione a un giovane conosciuto su un’app.

Altri guai per il picchiatore: "Rapinò l’amico della chat"

Altri guai per il picchiatore: "Rapinò l’amico della chat"

PRATO

Non solo l’agguato nei confronti della barista pratese Martina Mucci, ex fidanzata del bodybuilder e buttafuori scandiccese Emiliano Laurini. Ci sarebbe un altro grave episodio, accaduto in provincia di Prato nel dicembre 2022, nel quale è coinvolto il fiorentino Kevin Mingoia, 19 anni. Ieri, prima dell’udienza sul caso Mucci, si doveva tenere l’incidente probatorio della vittima della presunta estorsione e rapina perpetrata da Mingoia (difeso dall’avvocato Antonio Bertei) e altri tre giovanissimi: Haitame Majdallah, 19 anni, Moustafà Abo Aziz, 21 anni, Cristian Plotegher, 20 anni, tutti gravitanti nell’hinterland fiorentino. L’esame del testimone è stato rinviato in quanto le difese hanno chiesto che venisse sottoposto a perizia psichiatrica per capire se è attendibile. L’incidente probatorio era già cominciato qualche settimana fa ed era stato interrotto. Durante l’esame precedente, il testimone ha mostrato difficoltà dovute, forse, al tema un po’ imbarazzante alla base della contestazione nei confronti dei quattro indagati. Il giudice Marco Malerba ha accolto la richiesta rinviando tutto a giugno.

Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura, la vittima, che abita in provincia di Prato, avrebbe incontrato su un noto social network, Grindr, Mingoia e gli altri tre indagati. La vittima, Mingoia e Abo Aziz avrebbero pattuito una prestazione sessuale. I due si sono recati a casa dell’uomo, nel pratese, a fine dicembre 2022 ma qui sarebbe scattata la violenza. I due indagati lo avrebbero picchiato e offeso, deriso e minacciato. Secondo quanto riferito, infatti, l’uomo avrebbe richiesto prestazioni "fuori dall’ordinario" (fra queste, ad esempio, di essere portato nudo in un cimitero). La violenza dei due ragazzi avrebbe oltrepassato ogni limite per costringere la vittima a eseguire tre bonifici, tramite l’app sul cellulare, in favore di Mingoia: uno di 1.500 euro, uno da 300 e uno da 200. La sera successiva Mingoia sarebbe tornato con Plotgher a casa dell’uomo. I due avrebbero ricominciato a picchiarlo dicendogli di non sporgere denuncia. Lo avrebbero minacciato portandosi dietro un grosso cane. Quella stessa sera, inoltre, Majdallah lo avrebbe costretto a eseguire un quarto bonifico, sempre con l’app sul telefono, di 1.000 euro. L’uomo sporse denuncia ma senza conoscere i nomi dei suoi aguzzini. Lo fece solo dopo l’arresto di Mingoia per il caso Mucci. L’uomo infatti aveva riconosciuto con certezza, nelle foto apparse sui giornali, Mingoia come il ragazzo che lo aveva picchiato.

Laura Natoli

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