Scabbia (immagine di repertorio)
Scabbia (immagine di repertorio)

Firenze, 21 febbraio 2019 - ​ Un caso di scabbia alla materna Matteotti di viale Morgagni. E come puntualmente avviene, tra genitori e nonni si scatena il panico. «Ho un nipotino iscritto in quella scuola. Sono proprio preoccupato», ammette un nonno. Ma il dirigente del comprensivo Poliziano, Alessandro Bussotti, tranquillizza: «Si è verificato un caso nella famiglia di un allievo. Abbiamo subito informato le famiglie e proceduto con la pulizia e la disinfezione dei locali». Gli episodi di scabbia nelle scuole ormai non si contano più. E anche se solo il nome fa alzare il livello della paura, bisogna ricordare che si tratta di una malattia fastidiosa ma non pericolosa. La scabbia, un’infezione della pelle causata da acari microscopici, si trasmette tramite il contatto ‘cute-cute’. Un abbraccio stretto, ma soprattutto la condivisione di biancheria e asciugamani rappresentano il principale veicolo di trasmissione. «Il rischio contagio esiste – ripetono i dermatologi –. Per sicurezza, i compagni di classe potrebbero fare un trattamento con un bagnoschiuma medicato. Ad ogni modo, nessun allarme: oggi la scabbia è una malattia infettiva trattata alla stessa stregua dei pidocchi».

Lo scorso autunno fecero un certo scalpore i cinque casi alla scuola dell’infanzia e primaria Don Minzoni: delle mamme si rifiutarono di far entrare i bambini. «Questa è un’epidemia», si giustificavano.

In base al protocollo, alle famiglie dei bambini della classi che potrebbero esser venute a contatto col malato viene inviata una lettera dall’ufficio di igiene, nella quale si ricorda che «la trasmissione di questa malattia in ambito scolastico è rara». Si raccomanda comunque di «segnalare al proprio medico lesioni della pelle o prurito, in particolare alle mani e ai polsi». Per le persone che sono state a contatto stretto col malato, è consigliata «un’osservazione accurata» per almeno un mese.

e.g.