La principessa birmana June Rose Bellamy, è morta a. 88 anni a Firenze martedì scorso
La principessa birmana June Rose Bellamy, è morta a. 88 anni a Firenze martedì scorso
Passerà alla storia come la principessa che ha portato in Oltrarno tutto il sapore e il gusto della cucina multietnica. June Rose Bellamy, discendente diretta della famiglia reale birmana, status che le ha dato il diritto al suo nome birmano di Yadana Nat Mai Princess of Limbin, dea dei nove gioielli, è morta martedì 1 dicembre a Firenze. "Come tutto sulla terra non permane e ritorna energia nell’Universo,...

Passerà alla storia come la principessa che ha portato in Oltrarno tutto il sapore e il gusto della cucina multietnica. June Rose Bellamy, discendente diretta della famiglia reale birmana, status che le ha dato il diritto al suo nome birmano di Yadana Nat Mai Princess of Limbin, dea dei nove gioielli, è morta martedì 1 dicembre a Firenze. "Come tutto sulla terra non permane e ritorna energia nell’Universo, dopo una vita straordinaria sei tornata all’infinito" scrive in un post su Facebook il figlio Michele a corredo di un’immagine che ritrae la mamma in tutta la sua infinita dolcezza. Primo giugno 1932 – 1 dicembre 2020, sottolinea Michele nel post ricordando la data di nascita della donna. Lei, che principessa lo era davvero, è nata in Birmania nel 1932 da Herbert Bellamy, australiano, e dalla principessa Linbin Thiktin Ma Lat, discendente diretta della famiglia reale. Durante la seconda guerra mondiale la famiglia fu costretta a emigrare in India, ospite della sorella della madre, la moglie del Maharaja di Kashipoor. Nel 1954 sposò Mariano Postiglione, un medico italiano in missione per l’Oms in Birmania che seguirà nelle missioni in giro per il mondo, affinando le sue competenze ed entrando in contatto con le cucine di altri paesi. Da lui avrà due figli, Michele e Maurizio.

Nel 1978 in seconde nozze si è unita all’allora presidente della Birmania, il generale Ne Win. Una volta rientrata in Italia ha fondato lo Studio June Bellamy, un’associazione culturale di gastronomia orientale e occidentale, con sede in Oltrarno, per dedicarsi all’insegnamento della cultura del cibo. Sono tanti i commenti degli abitanti della rive gauche fiorentina che in queste ore stanno lasciando un fiore davanti alla sua attività. "Una donna straordinaria, la vedevamo sempre passeggiare tra Borgo San Frediano e via Camaldoli" raccontano i bottegai dell’Oltrarno. Per anni, infatti, dal cuore di Firenze la Principessa birmana ha cercato di trasmettere le memorie culinarie e culturali orientali agli italiani e di avvicinare gli stranieri alla ricca cucina italiana.