Museo del Bargello: inaugurate le nuove Sale del Medagliere e della scultura barocca

Il progetto della direttrice Paola D'Agostino e del Ministero della Cultura aggiorna secondo criteri storiografici e museografici la collezione unica di medaglie del Bargello e sculture dei maestri del Barocco romano e toscano.

Paola D'Agostino, direttrice del Museo del Bargello

Paola D'Agostino, direttrice del Museo del Bargello

Firenze, 29 novembre 2023 - A tappe forzate. Prosegue a ritmo spedito e incalzante il programma di riallestimento delle principali sale del Museo del Bargello, che dopo i lavori già realizzati nella Sala degli Avori, nella Cappella della Maddalena, in Sagrestia e nella Sala della scultura medievale - oltre a quelli in corso nella Sala Islamica e delle Maioliche - oggi presenta un'altra tappa fondamentale del proprio percorso: a distanza di quattro anni, tornano infatti visitabili al secondo piano del museo le nuove Sale del Medagliere e della scultura barocca, che comprendono una selezione di circa duecentoquaranta medaglie, ventidue coni, un raro punzone proveniente dalla collezione mediceo-lorenese e un nucleo di sculture del periodo, tra cui il ritratto di Costanza Bonarelli di Gian Lorenzo Bernini, i rilievi bronzei di Massimiliano Soldani Benzi, i bronzetti di Giuseppe Piamontini, e alcuni modelli in cera donati dal marchese Leonardo Lorenzo Ginori Lisci. 

"Il progetto è stato realizzato con il contributo e le competenze del Ministero della Cultura e la collaborazione scientifica della Scuola Normale Superiore di Pisa - spiega la direttrice Paola D'Agostino - Una proficua sinergia tra pubblico e privato che consente di illustrare agli spettatori il valore della medaglia, vero e proprio strumento di comunicazione e promozione sociale del tempo, e gli sviluppi della scultura toscana dopo la morte del Giambologna, raccontati attraverso l'intenso rapporto che i nostri artisti ebbero con il barocco romano". 

Nel nuovo allestimento del Medagliere, il centro della sala celebra la medaglia fusa rinascimentale e quelle medicee, in relazione diretta con i medaglioni in porfido di Francesco del Tadda che decorano il vertice di una delle pareti; viceversa, le vetrine storiche individuano quattro specifici nuclei tematici, con medaglie papali, ritratti di artisti e letterati, rovesci con architetture e una selezione di medaglie fuse del barocco toscano, affiancate per la prima volta da alcuni coni e un punzone. Alle spalle della cera di Mochi, il muro di fondo accoglie un corpus di medaglie straniere in oro - simbolo dei rapporti diplomatici dei Medici con le altre casate - da cui sono isolati una coppia di medaglioni in bronzo dorato di Jacopo Bonacolsi detto "L'Antico". 

Si apre invece con la famosissima Costanza Bonarelli del Bernini, trasferita dalle Gallerie delle statue degli Uffizi al Bargello nel 1873, la Sala della scultura barocca alla corte dei Medici, che ospita il primo modello di "scorticato" in cera del corpo umano, realizzato da Cigoli dopo numerose visite all'Ospedale di Santa Maria Nuova, ed affiancato dal bel bronzetto di Giovanni Battista Foggini. Sono esposti nuovamente anche alcuni bozzetti in terracotta e cera - tra cui quello per il monumento funebre di papa Innocenzo XI Odescalchi - l'inedito ritratto in terra cruda del cardinale Giovan Carlo de' Medici, attribuito recentemente a Giovanni Gonnelli, e il San Luigi di Francia di Giuseppe Piamontini, il più importante tra i dodici commissionati dall'Elettrice Palatina per i suoi appartamenti di Palazzo Pitti. 

Per la prima volta, infine, saranno presentati al pubblico quattro dei modelli in cera donati dal marchese Leonardo Lorenzo Ginori Lisci, che testimoniano l'interesse di Carlo Ginori, fondatore della prestigiosa Manifattura nel 1737, per l' "oro bianco", utilizzato in seguito per la produzione delle porcellane: dall'originale Vaso con il Trionfo di Nettuno, ideato da Massimiliano Soldani Benzi nel 1721, al Massacro degli Innocenti di Giovan Battista Piamontini, dall'Apollo e Dafne, mutuato dal capolavoro del Bernini, a La Morte di San Benedetto, ispirato ad un modello dello stesso Benzi. 

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